Emergenze sanitarie. Ecdc: “In Europa piani di risposta non sempre attuati, carenza di personale e difficoltà nella condivisione dei dati”

Emergenze sanitarie. Ecdc: “In Europa piani di risposta non sempre attuati, carenza di personale e difficoltà nella condivisione dei dati”

Emergenze sanitarie. Ecdc: “In Europa piani di risposta non sempre attuati, carenza di personale e difficoltà nella condivisione dei dati”

Si è concluso il primo ciclo di valutazioni sulla preparazione alle emergenze sanitarie nei Paesi UE/SEE. Secondo l'ECDC, dopo la pandemia di Covid-19 sono migliorate le capacità di sorveglianza, i laboratori e la gestione delle crisi, ma permangono criticità nell'attuazione dei piani, nella disponibilità di personale e nell'utilizzo dei dati per orientare le decisioni. Il prossimo ciclo di valutazioni è previsto per il 2027-2029.

Piani di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie che non sempre vengono applicati, carenza di personale, difficoltà nella condivisione dei dati e sistemi informativi che non riescono a comunicare efficacemente tra loro. Sono le principali criticità emerse dal primo ciclo di valutazioni sulla preparazione alle emergenze di sanità pubblica nei Paesi europei, coordinato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Nonostante gli investimenti e gli interventi realizzati dopo la pandemia di Covid-19, la capacità di tradurre la preparazione teorica in risposte operative resta una delle principali sfide per i sistemi sanitari europei.

È quanto emerge dai risultati del primo ciclo dei Public Health Emergency Preparedness Assessments (PHEPA), avviato nel 2024 e concluso nell’ottobre 2026. Le valutazioni, condotte per la prima volta nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE), hanno evidenziato un forte impegno nel rafforzamento della preparazione alle crisi sanitarie, ma anche criticità ricorrenti che richiedono interventi coordinati. L’iniziativa è stata realizzata dall’ECDC in stretta collaborazione con la Commissione europea, l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità e altri partner istituzionali.

Sorveglianza e laboratori rafforzati dopo il Covid-19

Secondo l’ECDC, molti Paesi europei hanno compiuto progressi significativi nel rafforzamento delle proprie capacità di preparazione alle emergenze sanitarie dopo l’esperienza della pandemia. In particolare, sono state sviluppate nuove strutture di governance e sono state migliorate le capacità dei laboratori e dei sistemi di sorveglianza epidemiologica. Nel complesso, le valutazioni indicano che alcune delle competenze fondamentali per affrontare le minacce alla salute pubblica, tra cui i sistemi di laboratorio, la sorveglianza e la gestione delle emergenze, risultano solide nell’area UE/SEE.

Le valutazioni PHEPA hanno l’obiettivo di analizzare le capacità dei singoli Paesi di prevenire, prepararsi e rispondere alle minacce sanitarie e alle situazioni di crisi. L’esame riguarda diversi ambiti, dalla sorveglianza epidemiologica alla capacità diagnostica dei laboratori, dalla gestione operativa delle emergenze alla comunicazione del rischio, fino ai meccanismi di coordinamento tra istituzioni e settori coinvolti. Al termine di ogni valutazione nazionale, l’ECDC formula raccomandazioni specifiche per rafforzare le capacità di risposta del Paese interessato.

Personale, interoperabilità e utilizzo dei dati: le criticità ancora aperte

Accanto ai progressi, il primo ciclo di valutazioni ha individuato debolezze comuni che rischiano di limitare l’efficacia delle risposte alle future emergenze. Una delle principali riguarda la distanza tra la disponibilità di piani di prevenzione, preparazione e risposta e la loro effettiva attuazione. L’esistenza di procedure formalmente definite, dunque, non garantisce necessariamente che queste siano pienamente operative quando si presenta una crisi sanitaria.

Ulteriori problemi riguardano la disponibilità di personale adeguato, la condivisione delle informazioni e l’interoperabilità dei sistemi, ovvero la capacità delle diverse piattaforme e strutture di scambiare e utilizzare efficacemente i dati. L’ECDC segnala inoltre difficoltà nel trasformare le informazioni raccolte attraverso la sorveglianza e il monitoraggio in decisioni concrete di sanità pubblica. Si tratta di criticità che possono compromettere la tempestività e il coordinamento degli interventi, anche in presenza di buone capacità tecniche e diagnostiche.

Per affrontare queste debolezze, il Centro europeo raccomanda di rafforzare la pianificazione avanzata tra settori differenti, formalizzare i meccanismi di coordinamento e sottoporre regolarmente i sistemi di preparazione a esercitazioni pratiche. L’obiettivo è verificare non soltanto l’esistenza di strumenti e procedure, ma anche la loro effettiva capacità di funzionare in condizioni di emergenza, individuando eventuali lacune prima che si manifesti una nuova crisi.

Nuove valutazioni nel 2027-2029: focus sull’attuazione delle raccomandazioni

Con la conclusione del primo ciclo, l’ECDC avvia una nuova fase dedicata alla traduzione delle criticità individuate e delle raccomandazioni formulate in interventi concreti di miglioramento. I risultati delle valutazioni saranno utilizzati per definire forme di sostegno mirate ai singoli Paesi, accompagnandoli nell’attuazione delle misure necessarie a rafforzare i propri sistemi di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie.

Le evidenze raccolte costituiranno inoltre la base del secondo ciclo PHEPA, previsto per il periodo 2027-2029, che attribuirà maggiore importanza ai piani d’azione nazionali e alla verifica dei progressi compiuti nell’applicazione delle raccomandazioni precedenti. Il sistema di valutazione, previsto con cadenza triennale in tutti i Paesi UE/SEE, viene condotto dall’ECDC con il supporto dei servizi della Commissione europea, tra cui la Direzione generale per la Salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) e l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), insieme alle altre agenzie e agli organismi coinvolti.

29 Ottobre 2026

© Riproduzione riservata

Halloween, cosmetici contraffatti e maschere non sicure: dermatiti, allergie e lesioni cutanee tra i rischi segnalati dalla Sima
Halloween, cosmetici contraffatti e maschere non sicure: dermatiti, allergie e lesioni cutanee tra i rischi segnalati dalla Sima

Trucchi scenografici, glitter, maschere e costumi possono trasformarsi in un rischio per la salute della pelle, soprattutto quando contengono sostanze irritanti, allergizzanti o contaminanti. In vista di Halloween, la Società...

Arbovirosi. Iss: 369 casi confermati di Dengue, 30 di Chikungunya, 787 di West Nile e 19 di Usutu Virus
Arbovirosi. Iss: 369 casi confermati di Dengue, 30 di Chikungunya, 787 di West Nile e 19 di Usutu Virus

Dal 1° gennaio al 27 ottobre 2026 al sistema di sorveglianza nazionale coordinata dall’Iss risultano sono state segnalati 369 casi confermati di Dengue, 30 di Chikungunya, 787 di West Nile...

Ebola. “I farmacisti siano in prima linea. Non solo dispensatori, ma sentinelle del territorio”. La guida della Fip
Ebola. “I farmacisti siano in prima linea. Non solo dispensatori, ma sentinelle del territorio”. La guida della Fip

Il documento, redatto per supportare i professionisti del settore - dalle farmacie di comunità a quelle ospedaliere - sottolinea che i farmacisti, essendo tra gli operatori sanitari più accessibili, possono...

Eguaglianza, le parole di Mattarella e la prova dell’attuazione
Eguaglianza, le parole di Mattarella e la prova dell’attuazione

Ci sono parole che, pronunciate dal Presidente della Repubblica, raggiungono anche chi ha smesso di ascoltare la politica. Quelle sulle diseguaglianze territoriali, soprattutto nella sanità, appartengono a questa categoria. Ricordano...