Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

I democratici hanno conquistato Camera e Senato. Il voto è anche una bocciatura dell'esperimento sanitario di Trump e Kennedy: tagli a Medicaid, scetticismo sui vaccini e un'epidemia di morbillo fuori controllo. E i danni rischiano di durare a lungo.

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di ieri non è solo un referendum sull’inflazione e sulla guerra in Iran, per quanto entrambe abbiano pesato. È anche una bocciatura di ciò che Donald Trump e Robert F. Kennedy Jr. hanno fatto alla salute pubblica americana. E ora la domanda da porsi è quali danni si trascineranno nel tempo di quell’esperimento.

I numeri elettorali sono storici: i democratici hanno vinto in Kansas come non succedeva dal 1932, in Texas dal 1988, e hanno strappato seggi che nessun sondaggio gli attribuiva. Trump ha reagito come sempre: “Il mio nome non era sulla scheda, altrimenti avremmo vinto a valanga”. Poi ha postato la foto di un cappellino rosso con la scritta “Veto”. Lo stesso cappellino che aveva reso celebre con il “Make America Great Again”, riciclato con una parola sola. E quella parola, per Trump, non è una minaccia generica. È la rivendicazione di un potere che sente come suo, personale, intoccabile. In un’intervista alla Cbs prima della chiusura dei seggi aveva detto: “Ho il potere supremo, si chiama veto”. E aveva aggiunto, con una certa soddisfazione, che non gli sarebbe dispiaciuto essere chiamato “Mr. Veto”. Per lui il veto non è un istituto costituzionale da usare con parsimonia ma un’arma da usare contro i Democratici.

Vale la pena riavvolgere il nastro, per capire quanto alle le politiche sanitarie dei Maga abbiamo contribuito a questo flop elettorale. Kennedy, segretario alla Salute dal febbraio 2025, ha costruito la sua carriera sull’idea che i vaccini siano un pericolo. Da segretario, ha trasformato quell’idea in politica federale. Ha licenziato tutti i consulenti vaccinali del Cdc, sostituendoli con noti scettici, e ha riscritto il calendario pediatrico dichiarando che i vaccini contro epatite A e B, meningite, rotavirus, influenza e Covid non dovranno più essere considerati “di routine”. Ha cancellato 500 milioni di dollari di fondi per la ricerca sui vaccini a mRNA. Ha aperto un centro di ricerca sui “danni vaccinali” al National Institutes of Health, nonostante esistesse già un elsistema di sorveglianza sofisticato. E ad agosto, con un colpo di scena che nemmeno i suoi alleati si aspettavano, Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha ridotto i vaccini pediatrici da 18 a 11 suddividendo il trivalente MMR in tre iniezioni separate.

Ecco il risultato di queste politiche. Nel 2000 gli Stati Uniti avevano eradicato il morbillo. Oggi, nel 2026, devono fare i conti con 4.852 casi e 43 nuovi focolai, il numero più alto in 35 anni. Il 96% dei contagiati non era vaccinato. La copertura MMR tra i bambini dell’asilo è scesa al 92,5%, sotto la soglia del 95% necessaria per l’immunità di gregge. E il prezzo più alto è già stato pagato: un bambino non vaccinato è morto di morbillo nello Stato di New York, il primo decesso in trent’anni. L’agenzia che avrebbe dovuto proteggere la salute pubblica è stata decapitata: la direttrice Susan Monarez è stata licenziata per essersi rifiutata di ratificare le decisioni politiche di Kennedy, e almeno 25 alti dirigenti sanitari sono stati rimossi o si sono dimessi.

Ora, con i democratici al Congresso, arriveranno le audizioni. Kennedy dovrà spiegare, sotto giuramento, perché ha ordinato di licenziare funzionari “senza motivo”. Dovrà spiegare perché ha chiesto a Monarez di “impegnarsi in anticipo ad approvare ogni raccomandazione Acip indipendentemente dalle prove scientifiche”. L’Acip è il comitato di esperti che consiglia i Cdc sui vaccini: le sue raccomandazioni, una volta adottate dal direttore dell’agenzia, diventano il calendario vaccinale nazionale e stabiliscono quali vaccini sono coperti dalle assicurazioni e dai programmi federali. Chiedere alla direttrice di approvarle in anticipo, senza considerare le evidenze, significa svuotare di senso il comitato e trasformare il suo contributo in mera formalità. Dovrà spiegare, ancora, perché il suo dipartimento prevede di pagare i medici per segnalare presunti danni vaccinali, mentre taglia 900 miliardi di dollari a Medicaid nei prossimi dieci anni, lasciando 10,5 milioni di persone senza copertura o con benefici ridotti.

Ma c’è un problema che nessuna audizione congressuale potrà risolvere, ed è il motivo per cui questo editoriale non finisce con un applauso alla valanga blu. I danni sanitari non si azzerano con un cambio di maggioranza. Un bambino nato oggi in una contea senza ginecologi – perché in Idaho il 35% di loro se n’è andato a causa del divieto di aborto, e metà delle contee non ha più ginecologi – non avrà un’assistenza migliore perché il Congresso è democratico. Una donna che vive in Alabama, dove la mortalità infantile è tra le più alte del Paese, non vedrà cambiare il suo destino perché la Camera ha cambiato colore. Un ragazzo di 18 anni che ha saltato il richiamo MMR non sarà protetto da una nuova maggioranza.

L’anatra zoppa siederà alla Casa Bianca, con il potere di veto in mano e la certezza che i suoi due anni finali saranno un braccio di ferro permanente. Ma la salute pubblica non si revoca con un voto. Serviranno anni per correggere la rotta. E il morbillo, che non vota e non fa ostruzionismo, continuerà a circolare.

Giovanni Rodriquez

04 Novembre 2026

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