Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso nello Stato in trent'anni. Ma il virus non è un problema solo americano: in Italia 651 casi in dodici mesi, il 28% di quelli europei. La seconda dose di vaccino si ferma all'83%, quasi un adulto su due è esitante.

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent’anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni a essere una minaccia. Ma sarebbe un errore considerare il ritorno del morbillo una vicenda soltanto americana. Anche in Italia il virus circola, e in misura preoccupante.

Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, tra ottobre 2025 e settembre 2026 il nostro Paese ha registrato 651 casi, il 28% dei 2.325 notificati nei trenta Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. L’Italia è prima per numero assoluto di infezioni, con un’incidenza di 11 casi per milione di abitanti, più del doppio della media europea, ferma a 5,1. La Bulgaria ha un’incidenza più alta, ma il dato italiano resta tra i più elevati del continente.

Le coperture lo dicono chiaramente. Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il 95% per la prima dose del vaccino contro il morbillo, ma si è fermata all’83% per la seconda. La soglia del 95%, raccomandata per entrambe le dosi per interrompere la trasmissione, resta lontana. Il Ministero della Salute, in una circolare dello scorso settembre, ha richiamato le Regioni alla necessità di recuperare le vaccinazioni mancate, completare i cicli e promuovere campagne mirate, soprattutto tra i giovani adulti non immunizzati. Una criticità, dunque, già riconosciuta dalle stesse autorità sanitarie.

Anche l’età dei contagiati racconta una fragilità che non riguarda soltanto i bambini. In Italia l’incidenza è particolarmente elevata tra i neonati sotto l’anno, con 94,5 casi per milione contro i 55,9 della media europea. Ma il dato più significativo è un altro: tra i 20 e i 29 anni si registrano 24,1 casi per milione, quasi quattro volte il valore europeo di 6,1. È un dato che mostra come la mancanza di protezione dal morbillo non riguardi soltanto i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, ma anche una parte significativa della popolazione adulta.

C’è poi un altro aspetto che chiama direttamente in causa la politica. Uno studio pubblicato su The Lancet Regional Health – Europe, condotto su 52.094 adulti in Italia tra settembre 2024 e marzo 2025, ha stimato al 46,09% la prevalenza dell’esitazione vaccinale. Quasi un adulto su due, dunque, è stato classificato come esitante sulla base di una scala che misura fiducia, percezione del rischio e atteggiamento verso le vaccinazioni.

Il dato non indica quanti italiani rifiutino i vaccini o non siano vaccinati contro il morbillo, ma restituisce qualcosa di altrettanto significativo: la diffusione di un atteggiamento di diffidenza verso la vaccinazione, che può influenzare le scelte individuali e, di conseguenza, la tutela della salute collettiva.

Lo studio aiuta anche a comprendere quali fattori si accompagnino a questa diffidenza. Tra questi figurano il ricorso alla medicina complementare in alternativa a quella convenzionale, l’orientamento politico, il livello di istruzione e la fiducia nei professionisti sanitari e nelle istituzioni. Pur senza stabilire rapporti di causa ed effetto, la ricerca mostra quanto l’adesione alla prevenzione sia legata anche alla credibilità di chi la promuove e alla fiducia che le istituzioni riescono a costruire con i cittadini.

Negli Stati Uniti, intanto, al 29 ottobre, i casi confermati dall’inizio del 2026 erano 4.852: più del doppio dei 2.289 dell’intero 2025 e lontanissimi dai 285 del 2024. I Centers for Disease Control and Prevention hanno contato 43 nuovi focolai nell’anno e rilevano che il 96 per cento dei casi è associato a focolai epidemici, compresi quelli iniziati nel 2025. Il bilancio ufficiale americano segnala tre decessi nel 2026.

Le differenze tra i due Paesi contano: gli Stati Uniti hanno una dimensione epidemica molto più ampia in termini assoluti, mentre i dati europei coprono dodici mesi e comprendono casi possibili, probabili e confermati, l’87,3% dei quali confermato in laboratorio.  Il morbillo torna a diffondersi dove una parte della popolazione non dispone di un’adeguata protezione vaccinale.
In Europa, tra i casi con stato vaccinale noto, il 71,8% riguardava persone non vaccinate. Negli Stati Uniti il Cdc indica invece che il 96% dei casi era legato a focolai: un dato diverso, che non va confuso con la quota di non vaccinati.

Quello che è certo è che la politica dovrebbe smettere di giocare con la scienza. I dubbi dei cittadini non si cancellano con una lezione dall’alto, e la fiducia non si impone per decreto. Ma non si può nemmeno mettere sullo stesso piano le evidenze scientifiche e le convinzioni personali, né trasformare ogni raccomandazione sanitaria in una bandiera di appartenenza. La scienza non è una religione che chiede fede: procede attraverso prove, verifiche e conoscenze che si consolidano nel tempo. Proprio per questo, però, non può essere ridotta a un’opinione tra le tante.

Il morbillo non distingue tra elettori e governi, tra destra e sinistra, tra credenti e scettici.

Negli Stati Uniti è tornato a uccidere, ricordando che le conseguenze delle scelte in materia di salute pubblica ricadono sulle persone, indipendentemente dalle loro convinzioni.
In Italia i numeri mostrano che la minaccia è tutt’altro che lontana. La prevenzione è una scelta di sanità pubblica, ma anche una responsabilità politica: perché la distanza tra una vaccinazione raccomandata e una vaccinazione effettivamente completata si misura, prima o poi, in contagi e in vite umane.

Giovanni Rodriquez

04 Novembre 2026

© Riproduzione riservata

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Catalyst: un progetto Novartis per rafforzare la capacità organizzativa dei centri
Catalyst: un progetto Novartis per rafforzare la capacità organizzativa dei centri

Che cosa succede dentro un ospedale quando inizia uno studio clinico? Novartis Italia è partita da questa domanda per costruire Catalyst, il progetto presentato a Milano il 3 novembre durante...

Farmaci. Aifa: difetti di chiusura e rischio infezione in 13 lotti di Respreeza
Farmaci. Aifa: difetti di chiusura e rischio infezione in 13 lotti di Respreeza

L'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) segnala difetti di chiusura dei contenitori su 13 lotti di Respreeza, inibitore dalla proteinasi alfa-1 (umani) prodotto da CSL Behring. In Italia il codice del...