Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio

Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio

Salute mentale dimenticata nella Legge di Bilancio

Gentile Direttore, in questi giorni comincia la discussione sulla prossima legge di bilancio 2027 ed è pertanto il momento nel quale porre con forza il tema delle risorse per la salute mentale e più in generale per la salute....

Gentile Direttore,
in questi giorni comincia la discussione sulla prossima legge di bilancio 2027 ed è pertanto il momento nel quale porre con forza il tema delle risorse per la salute mentale e più in generale per la salute.

Come noto la Conferenza delle Regioni aveva richiesto un incremento di 6,8 miliardi di euro del Fondo Sanitario Nazionale ma la legge di bilancio 2027-2029 all’art. 69 prevede un aumento di 2.365 milioni di euro per il 2027, +2.352 milioni per il 2028 e +2.399 milioni annui dal 2029.

In questo preoccupante quadro, il Piano Attuativo Salute Mentale 2025-30, approvato il 29 dicembre 2025, non è citato né nella legge di bilancio, né nella relazione tecnica.

E’ auspicabile non solo una conferma ma un miglioramento delle misure previste dalla legge di bilancio 2026 che prevedeva un finanziamento dedicato alla salute mentale di 80 milioni per il 2026 (ancora non assegnati alle regioni), 85 milioni per il 2027 e 90 milioni per il 2028. Di questi 30 milioni di Euro sono per le assunzioni di personale. Inoltre era prevista una spesa di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, destinati ad alimentare la raccolta dei dati relativi alle misure di contenzione meccanica nei dipartimenti di salute mentale (comma 867).

Nonostante l’allarme sociale, l’aumento significativo della domanda non sono previsti finanziamenti specifici per gli interventi psicologici e psichiatrici in particolare rivolti ad adolescenti e giovani.

L’art. 75 prevede fondi per la lotta alla droga e alle dipendenze patologiche (+30 milioni di euro annui dal 2027) e finanzia le misure alternative al carcere per circa 20 milioni. Nessun finanziamento aggiuntivo vi è, invece, per l’attuazione della legge 81/2014 che solo per gli inserimenti in Residenze comporta un impegno di spesa/annuo delle Regioni stimato in circa 400 milioni di Euro.

La spesa 2024 per la salute mentale, ultimo dato disponibile (Rapporto del Ministero della Salute Mentale) è stata di poco inferiore a 3,6 miliardi (leggermente inferiore a quella del 2016.) Per mantenerla allo stesso livello reale del 2024, considerando l’inflazione, dovrebbe essere almeno 4 miliardi. Per riportarla ai livelli 2016 dovrebbe essere 4,5 miliardi. In entrambi i casi assai lontano da quel convenuto 5% dell’intera spesa sanitaria (7,4 miliardi).

E’ evidente che quanto previsto dall’art 69 circa il Fondo Sanitario Nazionale, deve includere i dipartimenti di salute mentale. Spetta poi alle singole regioni, tra le quali vi sono differenze molto rilevanti, distribuire adeguatamente le risorse per il personale e i servizi, tenendo conto delle aree svantaggiate, ambiti particolari (istituti di pena e REMS). Lo stato di sofferenza del personale e dei servizi è molto evidente e talora ve ne sono a rischio di chiusura, anche in relazione al grande divario tra domanda e offerta nonché alla crisi del patto sociale e delle comunità.

Come hanno più volte sottolineato i direttori di Dipartimento occorre una particolare attenzione di tutte le parti politiche, delle istituzioni e delle direzioni aziendali, nonché la vigilanza dei DSM, di utenti, familiari e stakeholder affinché in sede parlamentare e regionale venga assicurata alla salute mentale un’adeguata percentuale del Fondo Sanitario Nazionale. La salute compresa quella mentale dovrebbe essere una priorità con tutto il rispetto per altre scelte come la parziale esenzione del bollo auto, l’aumento della soglia per la flat tax e l’istituzione di bonus sanitari per gli ultrasettantacinquenni.

Pietro Pellegrini
Psichiatra e Psicoterapeuta

06 Novembre 2026

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