Bersani: “No al governissimo. Si rifletta meglio sulla nostra proposta”
“Il Paese – ha detto – chiede una guida perché ha dei problemi, ma manca di fiducia e ha bisogno di cambiamento. Con questa profonda convinzione ci siamo messi all'opera. Siamo maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato. Questa situazione ci impone di prenderci delle responsabilità".
Il governassimo – sottolinea – “sarebbe una risposta sbagliata perché finirebbe per raffigurare politica che si chiude nel fortino e si protegge. Abbiamo avanzato un'altra proposta e il mio appello è a guardarla meglio. E' una proposta che tiene insieme la necessità di cambiamento e un percorso per le riforme istituzionali".
"Affiniamola, vediamola meglio, ma per noi lavorare attorno a questo doppio registro è l'unica soluzione possibile e realistica" – aggiunge – sottolineando poi che "Bersani è a disposizione per questa soluzione, ma se Bersani è un problema, Bersani è a disposizione perché prima c'è l'Italia",
"Il Movimento 5 Stelle ha un disimpegno conclamato – ha detto ancora Bersani – e vuole mette in frigorifero i suoi otto milioni di voti. Non si preserva così la legislatura: non c'è insulto che cancelli questa elementare realtà".
E venendo alla decisione di Napolitano sui “saggi”, dice: “"Il presidente della Repubblica ha fatto quello che doveva e poteva fare: garantire all'Europa e all'Italia una continuità istituzionale. Noi accompagniamo questa strada ma con fermezza ribadiamo il nostro punto di vista: affiniamo e discutiamo la posizione ma quella del doppio registro, governo di cambiamento e convenzione per le riforme, è secondo noi l'unica pista".
In questo quadro "immagino che il mio pre-incarico sia assorbito in questa nuova fase. Il che non vuol dire – sottolinea – che vado al mare. Io ci sono, non intendo essere un ostacolo ma ci sono". "La crisi italiana non si risolve andando a nuove elezioni, ma dando governabilità".
E conclude: "Sono preoccupato per situazione del Paese, ma non sono pessimista sulla possibilità di dar vita a governo che avvii le riforme necessarie".
02 Aprile 2013
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