Intervista a Del Favero: “Accordo con Fimmg per dare risposta ad una domanda inevasa”
Presidente, perché Federsanità ANCI e FIMMG hanno deciso di "scendere in campo" e fornire dei servizi di sanità elettronica?
Per dare una risposta ad una domanda inevasa di soluzioni e servizi per integrare le cure primarie con la rete dei servizi sanitari. La gestione integrata delle patologie è una realtà in molte aziende sanitarie pubbliche e non trova oggi una risposta adeguata dal mondo delle soluzioni IT che è diviso e frammentato.
Ciò significa che entrate in concorrenza con i produttori di cartelle cliniche elettroniche e soluzioni ICT?
Assolutamente no. La nostra iniziativa nasce per completare ed integrare i sistemi informativi che oggi sono presenti, valorizzando la loro funzione. La dove non ci sono, ad esempio sul territorio o nelle specialistiche ambulatoriali, può costituire un'ottima possibilità per informatizzare quelle unità organizzative che ne sono sprovviste. Non vogliamo sostituirci alle software house, ma realizzare un ponte che unisca le soluzioni che oggi esistono.
Ma non sarebbe questo l'obiettivo del Fascicolo Sanitario Elettronico?
Sì, in parte. Dobbiamo però prendere atto che tranne che in poche regioni, il FSE esiste solo sulla carta, in quanto i sistemi alimentanti mancano o non sono integrati. Bisogna poi sottolineare che il FSE non possiede, al momento, documenti e meccanismi specifici per la gestione dei processi ed il trattamento delle patologie croniche. La nostra soluzione permette, da subito, di avere una soluzione specifica per questa esigenza, a prescindere dallo stato di completamento del FSE. La dove questo esiste la nostra piattaforma può alimentare ed essere alimentata dal FSE, valorizzando questa importante infrastruttura.
Ma perché ciò che state facendo non lo fanno le software house? Non sarebbe il loro mestiere?
Purtroppo la competizione tra i diversi produttori ha di fatto generato una situazione in cui esistono dei sistemi chiusi che non si parlano, basati sulla logica dell'esclusione anziché dell'inclusione. Questa situazione comporta costi elevati e francamente non sostenibili per la sanità pubblica e un numero assai elevato di vincoli tecnici. Abbiamo quindi deciso, anche come stimolo verso il mercato, di realizzare un'iniziativa aperta, basata sulla logica dell'inclusione che possa mediare queste difficoltà e fungere da elemento di aggregazione.
Non è che vi siete "montati la testa" e volete occupare spazi e ruoli che non vi competono?
Come Federazione di Aziende Sanitarie Pubbliche riteniamo sia opportuno e necessario governare l'innovazione della sanità elettronica, indirizzando i fornitori verso le esigenze che le aziende hanno, superando i limiti che una domanda non governata correttamente ha generato. Nessuna invasione di campo quindi, abbiamo deciso di fornire una soluzione che si sposa con la nostra strategia e consenta alle cure primarie e alla rete dei servizi sanitari di condividere informazioni e processi assistenziali nell'interesse del cittadino.
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16 Maggio 2013
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