Biosimilari. Assogenerici: “Le posizioni dell’Aifa sono la base di un confronto corretto”

Biosimilari. Assogenerici: “Le posizioni dell’Aifa sono la base di un confronto corretto”

Biosimilari. Assogenerici: “Le posizioni dell’Aifa sono la base di un confronto corretto”
Questo il commento Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici al position paper dell’Agenzia del farmaco che ha definito il ruolo di questi medicinali. Ma per  Assogenerici  è ancora ambiguo il  meccanismo di determinazione del prezzo. “Deve  ora aprirsi un confronto trasparente”.

“Il position paper sui biosimilari disegna al di là di ogni possibile dubbio quale sia il ruolo del biosimilare in terapia: un farmaco di alta tecnologia, capace di offrire un’alternativa efficace e sicura al farmaco originatore, che porta con sé i progressi nelle metodiche produttive realizzati negli ultimi vent’anni e consente evidenti economie al Servizio sanitario”.
 
È questo il commento di Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici al documento pubblicato dall’Aifa, che si augura ora “l’inizio di un ampliamento del confronto tra industria del biosimilare, medici e aziende sanitarie sui temi centrali per l’impiego di qualsiasi farmaco: in primo luogo i fattori che determinano la scelta del curante ma anche quelli che determinano le politiche di acquisto da parte di Asl e ospedali”.
 
“Giustamente il direttore generale dell’Aifa, professor Luca Pani, ha dichiarato che è strano come l’arrivo di un generico in Italia, ma altrettanto si potrebbe dire per il biosimilare – prosegue Colantuoni – sia seguito da una prima penetrazione che poi si arresta, a differenza di quanto accade praticamente ovunque. A nostro avviso, ciò è dovuto a questa mancanza di discussione aperta sui temi che indicavo”.
 
Unica zona d’ombra del documento, “il permanere di una certa ambiguità sul meccanismo di determinazione del prezzo che, sulla base della linea adottata dall’allora Ministro della Salute Balduzzi, viene assimilata a quella del generico. Ha un senso chiedere che per l’equivalente si abbassi in misura molto rilevante il prezzo rispetto a quello del branded, perché poi interviene il meccanismo della sostituzione in farmacia, cosa che non vale per i biosimilari, acquistati invece attraverso gare. In questo modo non viene riconosciuto il know how e gli investimenti di chi sviluppa un nuovo biotecnologico biosimilare, che notoriamente ha costi di sviluppo di gran lunga superiori a quelli di un generico equivalente. Non credo – conclude Colantuoni – sia questo l’interesse del decisore sanitario e tantomeno della collettività, cioè di frenare lo sviluppo dei biosimilari”.

29 Maggio 2013

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