Oliveti: “Bene i conti. Ora più investimenti in assistenza”
“Questo bilancio – ha affermato Oliveti – consuntivo dimostra che fondazione è in salute e questo è un bene per tutti gli iscritti. Recentemente è stata approvata la riforma previdenziale che mostra una tenuta in termini di sostenibilità a 50 anni come richiesto dai ministeri. I dati di avanzo di gestione dimostrano che sono state centrate le nostre più rosee aspettative visto che nel preventivo eravamo stati più prudenti. Prudenza che caratterizza la nostra azione”.
E proprio in virtù di queste buone performance “possiamo dare sostanza alla previdenza e anche ad un potenziamento del'offerta assistenziale. Nel 2012 abbiamo speso 6 mln in assistenza di euro e pensiamo di raddoppiare o triplicare la cifra. Assistenza che vorremmo anche estendere pensando ai giovani e alle criticità dell’esercizio professionale. Soprattutto i giovani camici bianchi possono avere problemi e noi vogliamo garantire loro la possibilità di finanziamenti una tantum per venire incontro a difficoltà transitorie”.
Per quanto riguarda i nuovi investimenti Oliveti specifica come “cercheremo di incentivare le forme di investimento nel sistema salute. Stiamo progettando dei fondi che possano investire nel biotech e sulla residenzialità. Stiamo studiando anche la possibilità di estendere l’iscrizione all’Enpam anche negli ultimi anni di università. Ne abbiamo parlato con il Ministro della Salute che ha apprezzato l’ipotesi ma occorrerà per questo adottare modifiche normative”. Ma non solo “vorremmo anche investire nella residenzialità assistita dando lavoro ai giovani medici. Questa è una risorsa da potenziare, perché non vogliamo solo pagare pensioni, vogliamo affrontare attivamente i bisogni del domani costruendo modelli virtuosi”.
Poi Oliveti ha parlato del presunto ‘buco’ finanziario dell’Ente. “Si parla di questo presunto buco finanziario. Ma vorrei che si smettesse di parlare di buco. Non esiste un buco. C’è stata una prudente valutazione del fondo di oscillazione del valore mobiliare. Inizialmente questo rischio perdita era di 400 mln ma in questo bilancio il rischio è sceso a quota 71,8 mln. Significa che il rischio di perdere investimenti si è fortemente ridotto. Ma ricordo la perdita è solo potenziale”.
Altro tema toccato quello che riguarda la dismissione degli immobili nella Capitale. “A Roma abbiamo 4500 abitazioni divise in 56 complessi immobiliari acquistati negli anni ’60 quando eravamo pubblici. Quando siamo diventati Fondazione abbiamo trovato queste case nel nostro portafoglio ma dopo 40 anni ha perso capacità di dare reddito ed è costoso. Abbiamo predisposto quindi un piano di dismissioni. Il piano prevede una proposta di vendita agli inquilini con uno sconto del 30% per chi è in regola con l’affitto. Ma non venderemo le case singolarmente. Noi venderemo i 56 immobili. Per fare questo abbiamo deciso con gli inquilini di vendere ad un soggetto cooperativo formato dagli inquilini stessi. Chiaramente chi non vorrà acquistare sarà tutelato dalla cooperativa”.
Per quanto riguarda il futuro vista la probabile diminuzione del numero dei medici il presidente dell’Enpam ha rimarcato come “il Paese invecchia le condizioni economiche sono quelle che sono e il numero dei medici si sta riducendo come il rapporto tra il numero dei medici attivi e quello dei pensionati. In ogni caso tutti questi dati sono calcolati nelle nostre proiezioni di sostenibilità. Bisogna dire che in un paese che invecchia sicuramente si consumerà più salute. Saranno meno i medici ma come minimo l’offerta di salute non potrà contrarsi. Quello che ci preoccupa è come si eserciterà la sanità, perché la tecnologia fa passi da gigante e anche le competenze richieste sono in continua evoluzione. Ma ripeto, nelle nostre previsioni di sostenibilità siamo stati molto prudenti”.
Infine il presidente dell’Enpam ha parlato di previdenza integrativa. “Da questo punto di vista l’Ente si ‘sente in regola’ visto che nel 2007 è stato creato Fondo Sanità, il fondo pensione complementare istituito dai medici. Il problema è l’accesso a questi fondi su cui dobbiamo sensibilizzare i giovani. Ai giovani suggerisco: iscrivetevi il prima possibile. Il sistema dei fondi pensione prevede che la rendita sia tassata al 15% ma man mano che si è iscritti scende fino al 9% dopo 35 anni di iscrizione. E su questo punto si dovrebbe riflettere sull’alta tassazione che incide sulla previdenza obbligatoria. Magari quando le condizioni economiche lo consentiranno potremo liberare risorse”.
L.F.
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30 Maggio 2013
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