Mancini (Anafe): “Possibile serrata contro eccessiva tassazione”

Mancini (Anafe): “Possibile serrata contro eccessiva tassazione”

Mancini (Anafe): “Possibile serrata contro eccessiva tassazione”
La notizia dell'approvazione di un emendamento che anticipa all'1 settembre 2013 “l'assurda tassazione del 58,5% già prevista dal DL Iva e Lavoro alle sigarette elettroniche per evitare i tagli alla polizia penitenziaria” lascia “sbigottiti gli associati di Anafe, l'Associazione Nazionale Fumo Elettronico, che solo dieci giorni fa erano scesi in piazza contro le norme imposte dal Governo”, e che ora minacciano, secondo quanto riportato da una nota dell’Associazione,  anche la serrata dei negozi che vendono e-cig.
 
 
Per il il presidente di Anafe, Massimiliano Mancini “La fase finale del dibattito parlamentare sulla già di per se' incredibile tassazione delle sigarette elettroniche stabilita dal DL Iva e Lavoro sta acquisendo risvolti tragicomici”.
 
“Il Governo, o meglio, il Ministero dell'Economia – aggiunge Mancini –, ha inserito meno di un mese fa una tassazione pari al 58.5% (a cui si ricordi che va aggiunta l'IVA al 21% già applicata come per tutti i prodotti di consumo) nel decreto Lavoro e Iva attualmente in discussione alle Commissioni Finanze e Lavoro del Senato per finanziare il rinvio dell'aumento dell'IVA. Molti senatori, membri di queste commissioni hanno presentano emendamenti, garantendo la necessaria copertura, volti a scongiurare una simile tassazione che porterebbe alla morte di un settore in crescita e alla disoccupazione delle migliaia di lavoratori che negli ultimi 18 mesi hanno trovato un impiego grazie a questo nuovo business. Ma nel frattempo cosa succede? In Commissione Giustizia, viene approvato improvvisamente un incredibile emendamento – senza neanche il parere della Commissione Bilancio – che anticipa la tassazione per evitare i tagli alla polizia penitenziaria”.
 
“I membri del Parlamento e il Governo – prosegue Mancini – devono capire che non siamo una mucca da mungere: non possiamo finanziare qualsiasi necessità economica e finanziaria del Paese. Lo Stato, se si continua su questa strada invece degli introiti che si aspetta, otterrà un solo triste risultato: maggiori spese per far fronte alla chiusura di migliaia di aziende e alla disperazione di altrettanti lavoratori”.
 
Per questo conclude Mancini “siamo pronti a scendere di nuovo in piazza in massa, e in maniera continuata a tenere chiusi i negozi se la situazione non verrà gestita al più presto. La nostra disponibilità al dialogo e la nostra pazienza si stanno esaurendo, e sono in tanti ad avere chiara davanti a se' la disperazione di vedersi privati di lavoro e soldi investiti che verrebbero regalati al mercato illegale e parallelo senza alcun vantaggio per lo Stato. Ne va del futuro di tutti noi”.

19 Luglio 2013

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