Non solo risultati positivi. Cosa dimostra MIND IT?
Sicuramente che nella pratica clinica è possibile adottare interventi terapeutici ‘intensivi’ per promuovere un trattamento ottimale del diabete e dei fattori di rischio cardiovascolare. Ma anche che l’intensificazione del trattamento si associa ad un miglior compenso glicemico e a una potenziale riduzione del rischio di eventi cardiovascolari. Al contrario di altri studi, inoltre, nello studio MIND IT il miglioramento del compenso glicemico non si associava ad un aumento del peso corporeo (probabilmente perché tra gli obiettivi dell’intervento multifattoriale in questo studio era previsto anche il controllo del peso corporeo).
Purtroppo però, nonostante gli ottimi risultati ottenuti, la qualità del trattamento, anche al’interno del gruppo ‘intensivo’, rimane subottimale: dopo due anni di intervento solo un paziente su due raggiunge l’obiettivo terapeutico per l’emoglobina glicata; solo 1 su 3 raggiunge valori ottimali di colesterolo e pressione arteriosa; solo un ristrettissimo numero di pazienti inoltre centrava tutti gli obiettivi.
Come già detto le difficoltà sono legate in particolare a problemi organizzativi (spazi insufficienti, personale carente), ma anche all’inerzia terapeutica e alla scarsa compliance del paziente. Tuttavia, i risultati sono comunque positivi, e ci sono ampi margini di miglioramento per la prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari nel diabete mellito di tipo 2.
Una delle cose che secondo gli esperti ha fatto la differenza, ad esempio, è la rigorosa periodicità delle visite di controllo. Nello studio MIND IT il gruppo dei pazienti sottoposti a trattamento intensivo veniva infatti sottoposto a controlli ambulatoriali quadrimestrali. Questo, insieme all’applicazione di un protocollo di trattamento a gradini mirato al raggiungimento degli obiettivi terapeutici, rappresenta probabilmente il fattore chiave del successo nel gruppo di trattamento ‘intensivo’ ed è allo steso tempo compatibile con l’organizzazione della assistenza diabetologica sul territorio nazionale.
Articoli correlati:
24 Luglio 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Le Regioni verso il via libera alla Riforma Schillaci ma con un decreto più snello

Schillaci: “Gap spesa sanitaria con l’Europa è sceso”. E sui medici di famiglia: “Riforme per i cittadini non per interessi corporativi”

Piano pandemico. Ad oltre due anni dalla scadenza arriva il via libera dalla Conferenza Stato Regioni. Fondi a chi dimostra di aver recepito le regole

Aifa richiama all’uso corretto del paracetamolo, in particolare al sovradosaggio negli adolescenti

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci