Liberi Farmacisti: “Parafarmacie in moltissimi casi hanno coperto i disservizi delle farmacie”
La replica arriva dopo la nota con cui Federfarma ha ribadito la sua contrarietà alla liberalizzazione dei farmaci con obbligo di ricetta medica, elencando una serie di ragioni che non comporterebbero alcun vantaggio al sistema né al cittadino da questa eventualità. Non è così, secondo i LIberi Farmacisti. "Nel 2009 il risparmio di spesa generato dagli sconti delle parafarmacie è stato pari a 24 milioni di euro su un totale di spesa di 2,2 miliardi secondo i dati presentati dall’Antitrust. Se fosse concessa la facoltà a questi esercizi di dispensare anche i farmaci di fascia C, quelli con obbligo di prescrizione, il risparmio raggiungerebbe i 700 milioni di euro annui", replica il Movimento che repsinge poi alle accuse dei titolari di farmacia per cui l’unico obiettivo degli esercizi nati dopo il decreto Bersani sarebbe quello del profitto: “Nel quinquennio precedente al decreto i prezzi dei farmaci sono aumentati del 19%, mentre dal 2006 ad oggi i prezzi dei farmaci d’automedicazione sono aumentati in quattro anni solo del 3,4% (Altroconsumo) con un risparmio minore proprio nelle farmacie (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione). Il profitto è connaturato in qualsiasi attività economica ed è il motore che fa crescere l’economia, demonizzarlo è pura ipocrisia. Questo concetto i titolari di farmacia lo conoscono perfettamente. Lo sanno talmente bene che si guardano dall’abbandonare il sistema protetto in cui operano”.
“I farmacisti che hanno scommesso sulle proprie capacità aprendo una parafarmacia dopo il decreto Bersani – concludono i Liberi farmacisti – non hanno bisogno di sanatorie a cui hanno attinto in diverse occasioni molti titolari di farmacia grazie alla compiacenza della politica, questi professionisti vogliono molto più: semplicemente esercitare liberamente la propria professione”.
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24 Novembre 2010
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