Tutti i numeri del diabete. Il rapporto Diabetes Atlas 2013
Se il 2035 sembra un traguardo lontano, non può consolare il fatto che nel 2013 questo numero sia di poco inferiore a 700 milioni: 382 milioni le persone con diabete e 316 milioni con pre-diabete, secondo IDF Diabetes Atlas.
“Il diabete è una pandemia in continua espansione. Ogni volta che IDF aggiorna le proprie stime, i numeri purtroppo crescono”, ha commentato Maria Luigia Mottes, membro del Comitato di coordinamento di Diabete Italia, l’organizzazione che raccoglie le società scientifiche, le associazioni di tutela dei diritti delle persone con diabete e degli operatori sanitari in diabetologia e che, in occasione del 14 novembre, ha organizzato, insieme a Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, in collaborazione con Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Comitato Nazionale per i Diritti della Persona con Diabete, Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione e sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (IAPB-Italia), la tappa milanese del villaggio dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione sul diabete – Changing Diabetes Blue Circle Road Show -, iniziativa itinerante sostenuta da Novo Nordisk.
Secondo il rapporto IDF, il diabete assorbe ogni anno risorse per 548 miliardi di dollari, l’11 per cento dell’intera spesa sanitaria mondiale “e il nostro Paese non si discosta dalla media, con oltre 10 miliardi di euro, sui circa 100 miliardi di spesa sanitaria nazionale”, ha detto Antonio Cimino, Presidente della sezione Lombardia di Associazione Medici Diabetologi (AMD), al quale ha fatto eco Emanuela Orsi, Presidente della sezione Lombardia di Società Italiana di Diabetologia (SID), che ha sottolineato come “non solo i costi economici contano, ma anche quelli sociali poiché, calcola IDF, nel 2013 sono morte nel mondo 5,1 milioni di persone a causa del diabete, quasi 14mila ogni giorno, 10 ogni minuto. Un dato che deve far riflettere.”
In Italia, la mortalità per diabete riguarda circa 27.000 persone fra i 20 e i 79 anni, ogni anno. Il diabete riduce l’aspettativa di vita di 5-10 anni, ed è responsabile di complicanze serie ed invalidanti: ogni 7 minuti una persona con diabete ha un attacco cardiaco, ogni 26 minuti una va in insufficienza renale, ogni 30 minuti una ha un ictus, ogni 1,5 ore una subisce un’amputazione, ogni 3 ore una entra in dialisi.
“Nel nostro paese, il costo medio annuo di una persona con diabete è di circa 3.000 euro per il servizio sanitario, ma esiste una componente del diabete spesso sottostimata sia clinicamente sia per peso economico: l’ipoglicemia”, ha detto Marco Comaschi, membro del Comitato scientifico IBDO Foundation. “Ipoglicemie ripetute – ha proseguito – sono responsabili di aumentato rischio cardiovascolare, cerebrovascolare, di demenza, di incidenti e cadute; dal punto di vista sociale, il verificarsi di episodi di ipoglicemia ha un impatto negativo su molti aspetti della vita quotidiana, quali attività lavorativa, vita sociale, guida, pratica sportiva, attività del tempo libero, sonno. Da ultimo, le ipoglicemie sono responsabili di costi diretti e indiretti importanti. I costi diretti sono principalmente legati all’accesso al pronto soccorso o al ricovero in ospedale e sono stati stimati, secondo una recente elaborazione del Consorzio Mario Negri Sud sui dati della Regione Puglia, tra i 2.326 euro per ogni singolo ricovero causato da un episodio grave di ipoglicemia e i 3.489 euro se l’ipoglicemia provoca conseguenze gravi come eventi cardiovascolari o cadute con fratture.”
Inoltre, la preoccupazione e la paura ingenerate in una persona con diabete che abbia subito un’ipoglicemia grave sono spesso responsabili di scarsa aderenza alle cure, con riduzione della quantità di farmaci assunti, e quindi peggior controllo metabolico. “Diversi studi, tra i quali il DAWN Italia, hanno documentato che le persone che hanno avuto esperienza di ipoglicemie, specie se gravi, tendono a diminuire l’adesione alla terapia e agli stili di vita raccomandati, riportando una peggiore qualità di vita e maggiori preoccupazioni legate alla malattia”, ha concluso Comaschi.
L’iniziativa Changing Diabetes Blue Circle Road Showè parte del progetto Changing Diabetes. “Un progetto internazionale, sostenuto da Novo Nordisk, che risponde alle richieste di cambiamento espresse in tutto il mondo dalle persone con diabete: un cambiamento nel modo in cui il diabete viene affrontato e curato e di come viene percepito dalle istituzioni e dall’opinione pubblica”, ha spiegato Federico Serra, Direttore Government Affairs & External Relations di Novo Nordisk. “L’obiettivo principale del Blue Circle Road Show è di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del diabete quali elementi imprescindibili di salvaguardia della salute,” ha aggiunto.
14 Novembre 2013
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