A Bologna il primo seminario curriculare italiano sulla violenza sulle donne
"Il seminario si inserisce in quello spazio che la riforma degli ordinamenti degli studi universitari ha aperto ad attività formative sovradisciplinari, – spiegano Annarita Angelini e Valeria Babini – e muove dalla convinzione che l’università sia una istituzione preposta alla trasmissione del sapere, ma anche alla formazione dell’individuo: che abbia dunque tra i suoi compiti diretti e istituzionali quello di promuovere una cultura del rispetto della persona e dei diritti umani. Per queste ragioni l’università non può rimanere indifferente alla questione della violenza contro le donne, che è oggi un’emergenza sociale, come testimonia anche una Legge recentemente approvata dal Parlamento. Di qui la convinzione che per contrastare con efficacia la violenza contro le donne sia indispensabile anche un’analisi rigorosa e profonda del sostrato culturale sul quale è cresciuta, nonché della mentalità sedimentata, diffusa, sottilmente connivente, che ancora la alimenta, tollerando relazioni di potere diseguali, abusi, violazioni, e/o relegandoli alla sfera dei comportamenti privati o patologici".
Il Corso di Laurea in Filosofia ha deciso di impegnarsi in questa direzione, al riparo da semplificazioni e spettacolarizzazioni, secondo le modalità del rigore e della professionalità che sono proprie a un corso di studi universitari: esaminando il "problema" nei suoi diversi e molteplici livelli costitutivi e affidando l’analisi a personalità scientifiche di prestigio nonché a una prospettiva multidisciplinare.
"L’aiuto economico del Dipartimento di Filosofia e di MSD Merck-Italia ci hanno consentito di cominciare – proseguono le organizzatrici – Il sostegno avuto dal Presidente della Scuola di Lettere e Beni Culturali, poi dal Rettore, in fine dal Ministro dell’Università e dalla Presidente del Parlamento, fanno sperare che questa iniziativa possa essere estesa e migliorata".
Il seminario, aperto al pubblico (sono già state raccolte adesioni da operatori della sanità e da personalità della cultura, non solo locale), vuole porsi come un momento di connessione e dialogo tra università e società.
25 Novembre 2013
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