“Quasi l’80% dei minori migranti che arrivano ai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza hanno meno di 11 anni e nel 75% dei casi sono nati in Italia da genitori stranieri. Molto basso resta l’accesso di preadolescenti e adolescenti. – aggiunge Maurizio Bonati, Capo del Dipartimento Salute Pubblica dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ – Più della metà presentano problemi di linguaggio o di apprendimento, circa un quarto presentano disturbi di comportamento, spesso post traumatici. Molto si dovrebbe quindi fare in ambito preventivo.”
“In un bambino o in un adolescente migrante, distinguere tra i disturbi attribuibili alle conseguenze della migrazione non è semplice. – sostiene Antonella Costantino, Direttore UONPIA della Fondazione IRCCS Ca’ Granda – La presenza di lingue, culture e storie molto diverse rende difficile poter usare gli strumenti usuali, servono adattamenti dei questionari e dei test in altre lingue, è necessaria la presenza di mediatori culturali adeguatamente formati che non siano solo traduttori ma sappiano fare da ponte senza interferire.”
Milano è la provincia italiana con il maggior numero di alunni migranti, quasi 70.000, e dove l’aumentata richiesta di cure ai servizi di Neuropsichiatria infantile si è manifestata da subito in modo evidente. E’ per questo motivo che, a partire dal gennaio 2009 e con il contributo della Regione Lombardia, ASL Milano ha attivato uno specifico progetto con la finalità di garantire maggiore appropriatezza delle risposte a tutti i bambini e agli adolescenti stranieri con disturbi di linguaggio, apprendimento o comportamento.
Il progetto ha visto la partecipazione delle 7 Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del territorio di ASL Milano, dei Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Milano, delle Unità Operative di Psichiatria (UOP), del Dipartimento Dipendenze e dei Consultori di ASL Milano, del terzo settore e dell’IRCCS “Mario Negri” ed è stato coordinato dalla UONPIA della Fondazione “Ca’ Granda” Ospedale Maggiore Policlinico.
“I risultati ottenuti – conclude Antonella Costantino – possono essere così sintetizzati: formazione approfondita degli operatori delle UONPIA, delle UOP, dei servizi ASL; strutturazione di gruppi di operatori competenti in tutte le UONPIA; definizione di percorsi diagnostici-terapeutici condivisi; sensibilizzazione dei pediatri di libera scelta e degli operatori sanitari, scolastici ed educativi per l’attivazione di interventi preventivi e per l’invio precoce.”
“Nella attuale situazione di crisi e di riduzione delle risorse – afferma Silvio Garattini Direttore dell’IRCCS “Mario Negri” – gli effetti sulla salute dei bambini e degli adolescenti, in particolare quelli stranieri, è drammatica e necessita di pronti e appropriati interventi”