Scollo (Sigo): “Le strutture pericolose vanno chiuse. I medici sono stanchi di pagare”
"Il decreto Fazio per il riordino dei punti nascita è rimasto in troppe realtà inapplicato: ci sono ancora reparti di ginecologia e ostetricia con meno di 500 parti l’anno nonostante la letteratura ci dica con chiarezza che quelle dove si effettuano più di mille parti hanno tassi di mortalità nettamente inferiore a quelli delle strutture piccole. Strutture che continuano a rimanere in essere per ragioni a noi sconosciute e che possiamo immaginare siano solo di natura politica – ha spiegato -. Strutture che non sono state messe in sicurezza, non hanno piante organiche adeguate e non hanno adottato idonei adeguamenti strutturali. Un problema che investe sia il Nord sia il Sud Italia. Emblematici i casi di Nicosia in Sicilia e di Domodossola in Piemonte che sono costati la vita ad una paziente e ad un neonato. Questi ospedali vanno chiusi. E la responsabilità è politica e istituzionale: quanto previsto nel Piano nazionale dei Punti nascita doveva essere portato avanti dal Governo nazionale a prescindere dalle realtà regionali. La conclusione di tutto questo è che a pagare sono i cittadini e i medici che, per la mancanza di un provvedimento che chiarisca una volta per tutte la responsabilità professionale, vengono colpiti in prima persona a causa delle inadempienze".
"Non possiamo quindi rimanere in silenzio di fronte a una classe amministrativo politica che espone pazienti a rischi elevatissimi mandando avanti i medici che per motivazioni etiche continuano comunque a prestare la loro opera. Medici che sono lasciati soli senza coperture assicurative – ha concluso il presidente Sigo -. Le strutture pericolose vanno chiuse: e lo devono fare le Regioni, non i medici. E se anche ci fossero resistenze da parte dei medici a mettersi in mobilità sul territorio, siamo disposti a prenderci le nostre responsabilità e ad intervenire con i nostri associati”.
12 Febbraio 2014
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Decreto Pnrr. Ok con fiducia dal Senato, il testo è legge. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 73 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

La versione di un pensionato

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale