Presenti (Acoi): “La medicina difensiva è un’aberrazione grave della professione medica”
"La cosa più urgente da fare è creare un contesto di copertura assicurativa che garantisca i cittadini e i professionisti e permetta di riconoscere un giusto indennizzo per i danni che rappresentano un rischio tipico di un’azienda sanitaria. Le proposte di legge ci sono e tutte convergono su questo punto. Altrettanto importante è un programma serio sulla gestione del rischio, che ha una normativa già identificata, ma su cui Regioni e Aziende sanitarie non investono. Su questo si innesta la necessità di un rigoroso riordino della rete ospedaliera, basata sulle competenze, sulla valutazione di volumi ed esiti, sui principi di qualità delle prestazioni e sicurezza delle cure – ha concluso -. Bisogna pensare ad una incisiva e rapida de-burocratizzazione che non è solo abbattimento dell’apparato, ma anche realizzazione di processi virtuosi che rimettano al centro del sistema un rapporto non mediato tra cittadini (utenti, ma anche finanziatori del sistema) e professionisti. Le leggi e le norme purtroppo non sono in grado di sanare tutti i guasti prodotti in sanità nel corso degli ultimi decenni. È necessario un cambio di mentalità in tutti gli attori del sistema".
12 Febbraio 2014
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