Colpa medica. Gigli (Fesmed) a Lorenzin: “Al tavolo del ministero i sindacati c’erano”

Colpa medica. Gigli (Fesmed) a Lorenzin: “Al tavolo del ministero i sindacati c’erano”

Colpa medica. Gigli (Fesmed) a Lorenzin: “Al tavolo del ministero i sindacati c’erano”
Il presidente della Fesmed risponde così alle dichiarazioni del ministro della Salute in occasione della protesta dei ginecologi. “Se il Ministro ha rilevato che le assicurazioni erano assenti, ne avrebbe potuto trarre le dovute conclusioni e intraprendere gli opportuni correttivi”.

"Spiace dover contestare le dichiarazioni di un Ministro appartenente ad un Governo dimissionario ma, le dichiarazioni del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin meritano una puntualizzazione”. Il riferimento del presidente della Fesmed, Carmine Gigli, è alla frase “Non è che sulla colpa medica non sia stato fatto nulla fino ad ora ma ho trovato un tavolo deserto, a partire dalle assicurazioni” con cui lo scorso 12 febbraio il ministro della Salute, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, ha commentato lo stato di agitazione dei ginecologi.
 
“Mi trovo costretto – replica Gigli – a constatare che il Ministro era in carica dalla fine di aprile 2013 e il Tavolo tecnico del Ministero della Salute su ‘Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie’ ha continuato le sue riunioni sino alla fine del successivo luglio. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali erano presenti al tavolo e dopo la sua chiusura hanno continuato a sollecitare su questo argomento il Ministro e le Regioni per tutti questi mesi, sino ad arrivare alla proclamazione dello stato di agitazione lo scorso 12 febbraio”.
 
Per il presidente della Fesmed “se il Ministro ha rilevato che le assicurazioni erano assenti, ne avrebbe potuto trarre le dovute conclusioni e intraprendere gli opportuni correttivi, almeno per evitare che le Aziende sanitarie, lasciate allo sbando, prendessero la via dell’auto-assicurazione, che non è nello spirito della legge e viola il contratto di lavoro”.
 
“Purtroppo – conclude Gigli – a noi non resta che attendere il nuovo Ministro della salute, nella speranza che anche lui non trovi il deserto”.

14 Febbraio 2014

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