Lazio.  Fassid a Zingaretti: “Ecco cinque mosse per uscire dalla crisi”

Lazio.  Fassid a Zingaretti: “Ecco cinque mosse per uscire dalla crisi”

Lazio.  Fassid a Zingaretti: “Ecco cinque mosse per uscire dalla crisi”
Ripresa del confronto sindacale, definizione standard personale del Ssr, politica di rigore sull'appropriatezza delle prestazioni, blocco di ogni programma di esternalizzazione dei servizi e delle consulenze, taglio degli sprechi. Le proposte della Federazione Patologi clinici, Radiologi, Medici del Territorio, Farmacisti, Psicologi e altri Dirigenti sanitari del Lazio.

"Dal 17 giugno 2013 le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria hanno inviato i nominativi dei propri rappresentanti ai due tavoli tecnici concordati per il Precariato e le Linee Guida Atti Aziendali, ma dopo 8 mesi questi tavoli non sono ancora partiti. E’ vero, sul precariato, sull’onda del decreto ministeriale che aveva fatto proprio il problema storicizzato negli anni, si è arrivati alla proroga dei contratti fino a dicembre 2014. L’ennesima proroga non risolve però il problema lasciando ai margini i più e assecondando 'alcuni' con deroghe accettate su richieste non opportunamente pesate". Questa la denuncia del Fassid Lazio contenuta in una lettera aperta rivolta al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

"Anche sugli Atti aziendali hanno lavorato, e forse stanno ancora lavorando, commissioni tecniche regionali ma nel frattempo continua l’emergenza, la disorganizzazione e lo spreco di risorse, reso ancora più lacerante laddove invece vengono negate risorse per attivare sinergie utili a rientrare da questo 'buco nero' del Piano di rientro – scrive il assid -. Un 'buco nero”' dal quale non si riesce a risalire, nonostante i sacrifici di tutti, cittadini ed operatori. E intanto i cittadini, e gli operatori quali cittadini, oltre a usufruire di servizi sempre più in sofferenza, come evidente dal collasso delle strutture dell’emergenza, sono tassati oltre misura facendo crescere così l’insoddisfazione e la sfiducia nel sistema e in chi governa".

Cosa fare dunque? Ecco le proposte di Fassid:
– L’immediata ripresa del confronto sindacale a partire dalla apertura in tempi brevissimi del tavolo tecnico sugli atti aziendali per definire il nuovo assetto della sanità regionale e la conseguente rimodulazione, anche attraverso la stesura condivisa delle Nuove Linee Guida degli Atti Aziendali, delle strutture pubbliche e private accreditate finalizzata a migliorare le competenze e le attività per rendere sempre più appropriata e sicura la sanità del Servizio Sanitario Regionale;
– la contemporanea definizione degli standard del personale delle strutture che garantiscono prestazioni per il SSR, l’allineamento degli obblighi di organico e contrattualizzazione del personale fra soggetti pubblici, privati accreditati e classificati, una definitiva mappatura del precariato e l’inizio della stagione della stabilizzazione;
– una politica di rigore sulla appropriatezza delle prestazioni delle strutture private accreditate ed una revisione sistematica e periodica di ogni accordo che prevede spesa aggiuntiva per il SSR;
– il completo blocco di ogni programma di esternalizzazione dei servizi e di assegnazione di consulenze che, pur se non previste, continuano ad essere dispensate, nonché di incarichi doppi, a scavalco ed ogni altra fantasiosa invenzione atta ad elargire incarichi in spregio alle norme;
– una rigorosa politica di razionalizzazione e taglio concreto agli sprechi anche attraverso scelte di centralizzazione ragionata di alcuni servizi per ridurre i costi, aumentare le competenze e diminuire il rischio per i cittadini.

"La Fassid Regionale, che ha nella propria natura fondante la vocazione organizzativa e la forza culturale che discende dall’esperienza nella gestione dei Servizi, ruolo chiave e insostituibile nella rete dell’assistenza sanitaria, torna a chiedere con forza che vengano convocate le OO.SS. , che vengano illustrati i piani di riordino su cui la Regione sta già lavorando, sui quali vi è obbligo di legge di consultazione per le OO.SS., ma si rende anche disponibile a ragionare insieme partendo dai cinque punti su esposti – conclude la lettera -. Solo così sarà ancora possibile credere alla trasparenza e confidare nel raggiungimento di risultati accettabili a fronte dei grossi sacrifici richiesti a tutti in questi ultimi anni". 

19 Febbraio 2014

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