Parla il neo presidente dei pediatri, Giampietro Chiamenti: “Sindacato deve riacquisire suo ruolo guida. No a convenzioni a costo zero”

Parla il neo presidente dei pediatri, Giampietro Chiamenti: “Sindacato deve riacquisire suo ruolo guida. No a convenzioni a costo zero”

Parla il neo presidente dei pediatri, Giampietro Chiamenti: “Sindacato deve riacquisire suo ruolo guida. No a convenzioni a costo zero”
“Dobbiamo  riaffermare la nostra posizione ai tavoli dove si decide del futuro delle cure primarie”. E poi sull’atto d’indirizzo per le convenzioni: “Siamo perplessi, non si tiene conto che la specificità della pediatria è diversa da quella della medicina generale”. Intervista esclusiva al nuovo presidente della Fimp

Lo scorso 16 febbraio Giampietro Chiamenti è stato eletto nuovo presidente della Fimp e in quest’intervista al nostro giornale detta la linea di quella che sarà la rotta che il Sindacato intende intraprendere.
Primo tassello per il nuovo numero uno Fimp è il recupero del ruolo del Sindacato all’interno della pediatria dopo il caos degli ultimi mesi che ha portato alla sfiducia dell’ex presidente Alessandro Ballestrazzi che era stato eletto solo sette mesi fa. E poi c’è il tema del riordino delle cure primarie: “L’Atto d’Indirizzo su alcuni punti ci trova d’accordo ma su altri abbiamo perplessità”, e poi “no a  ristrutturazione con rinnovi contrattuali a costo zero”.
 
Presidente, la Fimp è tornata alle urne a distanza di pochi mesi e ora ha una nuova guida. Possiamo dire che con la sua elezione si chiude la tormentata vicenda interna al sindacato oppure il lavoro per risolverla inizia ora e spetta a lei?
Credo che si possano dire risolte le tensioni interne alla Fimp, considerato il livello di riconoscimento con cui sono stato eletto, e cioè il 79 per cento dei consensi sul 93 per cento delle Sezioni Provinciali votanti. Resta invece molto da fare per riaffermare il ruolo primario della Fimp come sigla sindacale, elemento fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti per la riqualificazione delle cure primarie.
 
Attraverso quali azioni pensa di poter riaffermare il ruolo della Fimp?
Ritrovando l’unitarietà alla base delle nostre scelte. Sia chiaro: non è nostra intenzione conquistare una posizione egemone all’interno dell’area pediatrica, ma non possiamo neanche dimenticare che la Fimp, con 5.444 iscritti, rappresenta il 77,6 per cento dei pediatri di libera scelta del nostro Paese, che sono in totale 7.016. Abbiamo il dovere di rappresentare i nostri iscritti e, di conseguenza, di riaffermare la nostra posizione ai tavoli dove si decide del futuro delle cure primarie. Un futuro che però non vogliamo decidere da soli. Uno dei nostri obiettivi principali è dialogare con tutte le altre sigle della pediatria di famiglia, per poter elaborare, attraverso il confronto, una piattaforma comune da presentare ai tavoli delle trattative. Sono fortemente convinto che la compattezza della categoria sia uno strumento essenziale per raggiungere qualsiasi obiettivo e migliorare il Ssn. Per questo, contestualmente, porteremo avanti anche un confronto con la componente ospedaliera e universitaria della pediatria italiana. Solo lavorando tutti insieme sarà possibile risolvere quelle criticità di sistema che oggi danneggiano la categoria intera e anche i nostri assistiti.
 
Cosa ne pensa dell’Atto di indirizzo approvato dalle Regioni?
Si tratta di una proposta importante che su alcuni punti ci trova d’accordo. Siamo ben consapevoli della necessità di riorganizzare il sistema delle cure primarie a livello nazionale. Tuttavia, conserviamo molte perplessità sul documento delle Regioni. Anzitutto perché non si tiene conto che la specificità della pediatria famiglia è diversa da quella della medicina generale. Non accetteremo di vedere riproposto alla pediatria il modello della medicina generale sic et simpliciter.
Allo stesso modo condividiamo la necessità di rivedere l’associazionismo, ma prendiamo le distanze da chi vuole cancellare tutte le esperienze del passato. E ancora: pensiamo che le Aggregazioni complesse Uccp non abbiamo per la pediatria la stessa rilevanza che per la medicina generale, o che comunque vadano studiate e declinate secondo le proprie specificità.
Tra le altre cose, vorrei sottolineare che la concertazione prevista all’interno di questo Atto di indirizzo stravolge quello che è sempre stato il dialogo tra istituzioni – siano esse regionali o nazionali – e le organizzazioni sindacali. Non possiamo e non intendiamo accettare che una Regione abbia la facoltà di stravolgere motu proprio gli accordi che abbiamo siglato. Sul rispetto degli accordi non intendiamo fare passi indietro.
 
Il tutto vi viene chiesto a costo zero…
Credo che la politica debba sedersi e valutare seriamente come sia compatibile realizzare una ristrutturazione così articolata con contratti a costo zero. Non vorrei che alla fine si trattasse più di parole e dichiarazioni di principio che non della possibilità di realizzazione vera di cambiamenti necessari per realizzare un sistema di cure primarie gestibile e funzionale ai bisogni del paziente. Perché non dobbiamo mai dimenticare che il nostro interesse primario è il bene del bambino. E siamo seriamente preoccupati per i tagli subiti dal Ssn.
 
L’instabilità politica ed economica del nostro Paese non aiuta. Ora sta per aprirsi una nuova stagione. Qual è il suo giudizio sull’operato svolto dal ministro Lorenzin e cosa auspica per il futuro?
Il nostro giudizio sul ministro Lorenzin è molto positivo. Siamo sempre stati in sintonia con i suoi interventi. Ora è evidente che nella partita complessa che si sta giocando tra ministero, regioni e organizzazioni sindacali sulle convenzioni sarebbe auspicabile un dialogo preliminare sulle linee di indirizzo. La presenza del ministro Lorenzin, in questo senso, sarebbe per noi una garanzia.
 
Quindi lei auspica una conferma dell’incarico all’attuale ministro. Come commenta, allora, le voci su un possibile accorpamento della Salute all’interno di altri dicasteri?
Un’ipotesi allarmante. Un accorpamento rischierebbe inevitabilmente di nuocere sulle possibilità di pianificazione, di intervento e di efficacia del ministero della Salute. Un’efficacia che eventualmente ha bisogno di essere rafforzata, non certo indebolita. Soprattutto nella prospettazione sollevata da più parti di una possibile abolizione del Titolo V della Costituzione.
 
Uno dei temi più scottanti per la sanità italiana e per i suoi medici è quello del contenzioso medico. I pediatri come vivono questa problematica?
Siamo preoccupati, e molto. Forse subiamo meno denunce rispetto ad altri colleghi, ma non siamo estranei al problema e viviamo con ansia l’accentuarsi del fenomeno. Lo Stato deve tutelarci sotto questo aspetto, perché non possiamo pensare di tenere il Ssn sotto il ricatto di associazioni che lucrano sulla pelle dei medici e dei cittadini. Purtroppo, quello del contenzioso sta diventando sempre più il terreno per azioni speculative dove il fatto che il medico abbia operato in scienza e coscienza non ha più importanza.
 
Lucia Conti

Lucia Conti

19 Febbraio 2014

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