Amianto. Per il M5S il Piano nazionale è “carta straccia”. Ma per Balduzzi (SC): “Già avviato Progetto nazionale”

Amianto. Per il M5S il Piano nazionale è “carta straccia”. Ma per Balduzzi (SC): “Già avviato Progetto nazionale”

Amianto. Per il M5S il Piano nazionale è “carta straccia”. Ma per Balduzzi (SC): “Già avviato Progetto nazionale”
Serve subito una mappatura ufficiale e un nuovo Piano nazionale amianto. Questo il monito del M5S in occasione del Convegno internazionale sull'amianto, "un dramma da cinquemila morti l'anno". Ma  l'ex ministro della Salute precisa che, nonostante il Piano adottato dal Governo Monti non sia approvato dalla Stato-Regioni, "è già stato avviato da allora il Progetto nazionale amianto con l'Iss".

"Subito una mappatura ufficiale e via libera a uno nuovo piano nazionale amianto". Lo chiede il MoVimento 5 Stelle in occasione del Convegno internazionale sull’amianto di scena ieri presso l’Auletta gruppi della Camera dei deputati. Il M5S è impegnato in prima linea sul fronte amianto e ha partecipato al secondo convegno internazionale organizzato dall’Osservatorio nazionale amianto. Un convegno da cui sono usciti dati allarmanti: cinquemila morti l’anno, circa 3000 scuole contaminate, e l’amianto è ancora presente nelle nostre città con 32 milioni di tonnellate di materiale pericoloso. Per il M5S si tratta di "una piaga che non ha fine" e il Piano Nazionale dell’ex ministro Balduzzi "è rimasto carta straccia".

"Non esiste ancora una mappatura ufficiale. Nessun dato è pervenuto ad esempio da Calabria e Sicilia – ha detto nel suo intervento Alberto Zolezzi, deputato M5S e membro della commissione Ambiente della Camera –. Il piano nazionale esistente, che tra l’altro le Regioni hanno già bocciato, in molte parti va riscritto. Non affronta ad esempio il dramma dello smaltimento. Non possiamo continuare a inviare camion pieni di amianto dalla Calabria alla Germania. Servono soluzioni concrete e sicure e soprattutto assicurare la filiera corta. Molti di quei camion neanche arrivano adestinazione. Poi troviamo le spiagge piene di amianto".

Il M5S ha ben chiaro quale sia la migliore strada per poter agire e affrontare questo dramma sociale, nelle sedi istituzionali. Riscrivere il piano nazionale, e affrontare l’atavico problema degli smaltimenti.
"Nel piano non si menzionano le discariche, ma la Germania presto chiuderà le porte e non potremo più inviare l’amianto lì. Come faremo? Servono discariche certificate, si potrebbero utilizzare gallerie dismesse e non certo le cave, come qualcuno ipotizza, e che potrebbero essere pericolose anche per le falde acquifere; va stimolata la ricerca sull’inertizzazione e valutare se sia già possibile partire in Italia con questa tecnologia per l’amianto friabile (il più pericoloso)", ha spiegato Zolezzi.

Bisogna procedere con la mappatura, anche delle reti idriche, che sono "imbottite di amianto", e ripotenziare i registri mesoteliomi che stanno lavorando ormai "su base volontaristica, perché sono spariti i fondi e il personale".  "Un mio ordine del giorno è stato accolto nel progetto di legge approvato alla Camera e ora in esame al Senato sui nuovi reati ambientali – ha concluso Alberto Zolezzi –. Vogliamo che sia introdotto il reato di frode ambientale, per punire chi ad esempio sfrutta i fondi statali per smaltire materiali che sulla carta dovrebbero contenere amianto ma che in realtà non lo contengono, chi falsifica i monitoraggi ambientali".

Al M5S ha risposto Renato Balduzzi, responsabile riforme di Scelta Civica e ministro della Salute nel Governo Monti. "In merito alle dichiarazioni riguardo al Piano nazionale amianto adottato dal Governo Monti esattamente un anno fa, quando ricoprivo l’incarico di Ministro della salute, occorre sottolineare che sebbene tale piano non sia stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, pur essendo stati i suoi contenuti ampiamente discussi nella Seconda Conferenza governativa nazionale sull’amianto di Venezia, tuttavia è stato avviato fin da allora il Progetto nazionale amianto coordinato dall’Istituto superiore di sanità, con una serie di linee di lavoro ben definite in materia di ricerca e sanità pubblica", ha spiegato Balduzzi.

"Il progetto comprende quattro linee di lavoro. La prima, in collaborazione con il Dipartimento oncologico di Torino, si occupa dell’analisi di bio-marcatori predittivi di risposta alla chemioterapia; la seconda analizza la presenza di amianto nei siti inquinati e stima l’esposizione al rischio. Collegata a questa c’è lo studio seguito dall’Università del Piemonte orientale sulla coorte dei soggetti esposti al rischio amianto che verifica come si modifichi il rischio nel tempo dopo l’esposizione. Una quarta linea di attività riguarda la ricerca delle cellule staminali del mesotelioma ed è portata avanti dall’Istituto tumori Regina Elena di Roma. Il progetto – ha concluso l'ex ministro della Salute – è consultabile sul sito dell’Istituto superiore di sanità”. 

21 Marzo 2014

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