La richiesta alle Istituzioni
il riconoscimento delle Epatiti virali (HCV, HBV) come problema di salute pubblica, per le relative complicanze (cirrosi, tumore, necessità di trapianto epatico) e la loro incidenza sulla mortalità, e il conseguente inserimento di HCV e HBV nei progetti previsti dal Piano Nazionale della Prevenzione e/o nei programmi del CCM, anche con finalità di prevenzione oncologica in quanto agenti infettivi oncogeni, con progettualità mirate a:
- rafforzare le attività di prevenzione mediante la promozione di interventi che riducono le nuove infezioni come l’attenta vigilanza sulle strutture erogatrici di trattamenti estetici (piercing, tatuaggi); offrire il vaccino anti epatite B a persone immigrate provenienti da Paesi in cui tale infezione è endemica e migliorare la copertura vaccinale di categorie quali i conviventi di soggetti portatori cronici del virus B, tossicodipendenti e detenuti;
- promuovere una diagnosi precoce nelle persone a rischio di essere state infettate e che possono trarre vantaggio da una terapia appropriata o da misure preventive finalizzate a rallentare la progressione della malattia, impedire complicanze di tipo irreversibile (cirrosi, epatocarcinomi) e limitare la diffusione dell’infezione;
- implementare su specifici obiettivi registri di notifica sulle nuove diagnosi e la mortalità da epatiti virali croniche;
- incentivare e promuovere la ricerca e la formazione continua indipendenti sulle epatiti virali e le malattie epatiche;
- sostenere le associazioni di volontariato che forniscono counselling ai pazienti e familiari.
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18 Maggio 2010
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