Chiusura Opg. Gli psichiatri a Lorenzin: “Non si affronti questione sull’onda dell’emotività. Correggere decreto”

Chiusura Opg. Gli psichiatri a Lorenzin: “Non si affronti questione sull’onda dell’emotività. Correggere decreto”

Chiusura Opg. Gli psichiatri a Lorenzin: “Non si affronti questione sull’onda dell’emotività. Correggere decreto”
In una lettera aperta indirizzata al ministro della Salute, le società scientifiche di psichiatria propongono alcuni suggerimenti operativi di correzione al testo del decreto legge e mettono in guardia. "Attenzione a non ripetere quanto avvenuto con questione Di Bella e metodo Stamina". LA LETTERA

Una lettera aperta, inviata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per evitare che “il decreto legge sulla chiusura degli Opg determini gravi danni per il già precario stato di salute dei servizi psichiatrici e pericolose conseguenze sull'incolumità degli utenti, familiari, operatori e cittadini! La scriviamo affinché si eviti che importanti questioni che riguardano la sanità siano prevalentemente affrontate sull’onda emotiva e sulla base di soluzioni che per molti aspetti rispondono a pressioni di piazza, come successo in passato con la questione Di Bella e più recentemente con Stamina”. L’hanno elaborata alcune società scientifiche del settore, tra cui anche la Società italiana di psichiatria e la Società italiana di epidemiologia psichiatrica.

Nella missiva si chiarisce “che i servizi di salute mentale erogano prestazioni e Lea per disturbi mentali diagnosticati, con modalità istituzionali attraverso l'ICD-9 cui aderiscono tutti i sistemi sanitari del mondo. Non trova corrispettivo nei nostri servizi né il termine ‘sofferente mentale’, né quello giuridico di ‘infermo mentale’. Quest’ultimo termine, introdotto con il codice Rocco, non è automaticamente applicabile ai disturbi psichiatrici come essi vengono riconosciuti nel sistema istituzionale di assistenza sanitaria internazionale, mentre può invece riguardare in teoria tutte le persone, indipendentemente dalla diagnosi clinica”.

Nell’immediato, a livello operativo, la lettera suggerisce di “aggiungere nei vari articoli di Legge che si stanno discutendo alla Camera e al Senato, quando si parla del ruolo del Dsm, una dicitura che specifichi un doppio binario: il ruolo del Dsm per le proprie competenze, per i propri assistiti e il ruolo di tutti gli altri servizi, ed enti locali, per quelle persone che non hanno un disturbo psichiatrico”.

Questa semplice dicitura, sottolinea il testo, evita che i Dsm siano trasformati, nella pratica, di fatto in “Opg territoriali e soprattutto si evita l'aumento del pregiudizio e lo stigma verso le persone con disturbo mentale che purtroppo già si sta verificando attraverso l'associazione tout court "pericolosità sociale = disturbo mentale, il che è causa di un minore accesso ai servizi di salute mentale da parte di persone che di tali cure avrebbero bisogno, quali le persone che sono affette da depressione, disturbo in continuo aumento e che avrà – anche a detta dell’’Organizzazione Mondiale della Sanità – a breve il maggior impatto in termini di anni persi in buona salute e in termini di costi economici e sociali fra tutti i problemi sanitari. Senza trascurare le persone affette da disturbo alimentare e anche le persone con psicosi già difficili da convincere ad aderire a programmi terapeutici, questo con il rischio – a causa della interruzione delle cure – di costose ricadute”.

10 Maggio 2014

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