Farmaceutica. Sviluppo dell’innovazione e prospettive occupazionali: il convegno a Trieste

Farmaceutica. Sviluppo dell’innovazione e prospettive occupazionali: il convegno a Trieste

Farmaceutica. Sviluppo dell’innovazione e prospettive occupazionali: il convegno a Trieste
L'evento, organizzato da Farmindustria e dalla Società italiana di farmacologia, ha già toccato altre sedi universitarie in tutto il Paese. Al centro del dibattito il tema della farmacologia oncologica: discusse le potenzialità di farmaci e di terapie mirate sulla specifica patologia della singola persona.

Sviluppo dell’innovazione e prospettive occupazionali. Sono stati i temi oggetto del convegno che si è svolto a Trieste, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Trieste. L’evento, organizzato da Farmindustria e dalla Società Italiana di Farmacologia (Sif) con il supporto dei Corsi di Studi di Farmacia dell’Università di Trieste, è arrivato in questa città, dopo aver toccato molte altre sedi universitarie, quali Siena, Napoli, Novara, Bari, L’Aquila, Catania, Padova, Cagliari, Roma, Bologna, Firenze.

“Sono certa che questa iniziativa – afferma Aurelia Tubaro, coordinatore dei Corsi di Studio di Farmacia e Chimica e Tecnologie Farmaceutiche dell’Università di Trieste – che rappresenta una preziosa opportunità di contatto tra pubblico e privato, abbia permesso agli oltre 400 studenti presenti di comprendere come la cooperazione sia un presupposto assolutamente necessario per la formazione, la crescita scientifica e l’innovazione tecnologica.

L'evento offre ai docenti ottimi spunti per migliorare l’offerta formativa, anche nell’ottica di un rapido e fruttuoso inserimento dei futuri laureati nel mondo del lavoro. Mettere gli studenti in contatto con la realtà industriale e della ricerca già prima della laurea, permette loro di capire quali siano le competenze professionali richieste perché possano adeguare il più possibile la loro preparazione, inserendo specifici corsi nel piano di studi. È solamente attraverso un sistema di formazione strettamente integrato tra Università e mondo del lavoro che i futuri laureati potranno essere concretamente supportati nel loro iter professionale”. 

L’obiettivo è quello di offrire ai laureandi in discipline scientifiche l’opportunità di conoscere più da vicino il mondo della ricerca farmaceutica universitaria e industriale con il suo elevato contenuto tecnologico e d’innovazione. Sif e Farmindustria intendono così promuovere lo sviluppo delle scienze del farmaco anche attraverso i momenti di formazione e la divulgazione delle conoscenze. 

“La Società Italiana di Farmacologia (Sif) – precisa il presidente Francesco Rossi – sta collaborando, da alcuni anni, con Farmindustria a questo progetto per presentare le diverse possibilità di lavoro nel mondo del farmaco ai laureandi di Medicina e Chirurgia, Farmacia, Biotecnologie e Biologia. È un’occasione importante perché la SIF sta puntando moltissimo sui propri giovani e questi incontri riescono a coniugare il mondo della formazione e della ricerca con il mondo dell’industria farmaceutica, al fine di collaborare insieme per creare prospettive di lavoro per i giovani laureati”. 

Al centro del dibattito il tema della farmacologia oncologica, un settore in continua espansione. Accanto alle prospettive offerte dalla ricerca di base nello sviluppo di principi attivi capaci di superare i limiti della chemioterapia classica, sono state discusse le potenzialità di farmaci e di terapie mirate sulla specifica patologia della singola persona.

“Insieme si vince. Per offrire cure sempre più efficaci e rimanere competitivi a livello internazionale nello sviluppo di nuovi medicinali – dichiara Massimo Giorgio Visentin, componente di Giunta di Farmindustria – è necessario rafforzare il network pubblico-privato. Dal 1951 a oggi, in Italia, ogni 4 mesi se ne è guadagnato 1 di vita in più, un fenomeno dovuto per il 40% ai medicinali. L’industria farmaceutica è, nel nostro Paese, il primo settore manifatturiero per intensità di ricerca e sviluppo, con circa 6.000 ricercatori e investimenti in R&S pari a 1.2 milioni di euro all’anno. Senza dimenticare il contributo fondamentale che dà all’economia italiana con oltre 19 miliardi di esportazione”. 

15 Maggio 2014

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