De Montis (HC&R): “Il nostro impegno tutto mirato alla solidarietà sociale”. L’intervista
Presidente de Montis, perché la Fondazione Health Care & Research Onlus ha deciso di impegnare le sue forze nel progetto Privato Sociale?
La Fondazione HC&R Onlus promuove dal 2008 attività di ricerca scientifica di particolare interesse sociale nell’ambito della scienza medica. In particolare si occupa di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie dell’essere umano, del miglioramento dei servizi e degli interventi sociali e sociosanitari. Il fatto di essere una ONLUS, cioè una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, ha consentito, sin dai suoi esordi, di indirizzare le proprie risorse, umane ed economiche, al raggiungimento di obiettivi specifici nel campo della solidarietà sociale con particolare attenzione a soggetti svantaggiati, che in questa fase di congiuntura economica sono sempre di più. Con questo spirito è nato il progetto Privato Sociale.
Ci spieghi in cosa consiste il progetto.
È un modello organizzativo che consente a persone con redditi non elevati, senza copertura assicurativa e non iscritti alle liste di attesa del Ssn di accedere a prestazioni sanitarie erogate in strutture di eccellenza private, in tempi brevi e a costi calmierati, con risparmi tra il 30 e il 50%.
Di che tipo di prestazioni parliamo?
Interventi chirurgici, eseguiti su prescrizione medica, che in questa prima fase sperimentale del progetto saranno effettuati in aree sanitarie pilota quali chirurgia generale, oncologia, ginecologia, ortopedia e cardiologia. Il progetto offre poi la possibilità di svolgere, sempre su prescrizione del medico di famiglia, esami di diagnostica strumentale, prestazioni di odontoiatria, analisi di laboratorio, medicina nucleare, fisioterapia e riabilitazione, visite specialistiche.
Chi può accedere al progetto?
Il progetto è principalmente indirizzato ai cittadini con reddito medio, questo perché ci siamo resi conto che questa fascia di popolazione ha oggi molte difficoltà a sostenere i costi per tutelare la propria salute. Infatti le prestazioni sanitarie dei cittadini con redditi bassi, fino a 12-15.000 euro, sono interamente coperti dal Servizio sanitario nazionale, le persone con redditi alti coprono le spese con mezzi propri, tramite assicurazioni, mutue o fondi integrativi, invece la popolazione con redditi medi è quella che oggi, ed ancor più nel futuro, avrà difficoltà di assistenza.
Per usufruire dei servizi offerti dal progetto, i cittadini dovranno quindi rispondere ai seguenti requisiti: non avere copertura assicurativa di qualsiasi genere, non possono essere iscritti nelle liste di attesa di strutture pubbliche e, nel caso fossero iscritti, cancellarsi e dichiararlo con autocertificazione, non devono avere un reddito familiare complessivo superiore a 50.000 euro.
Se il progetto Privato Sociale dovesse rivelarsi un successo, quale sarà il suo futuro?
Privato Socialeè per il momento un progetto sperimentale che avrà la durata di un anno. A fine sperimentazione i dati verranno analizzati e valutati. Se il modello organizzativo si rivelerà, come speriamo, efficace, la Fondazione sarà disponibile ad estendere la sua applicazione anche ad altre aree sanitarie ed a tutte le strutture sanitarie che vorranno replicare il modello.
04 Giugno 2014
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