Cadute negli anziani: anche il Tai Chi per prevenirle

Cadute negli anziani: anche il Tai Chi per prevenirle

Cadute negli anziani: anche il Tai Chi per prevenirle
Pubblicata ieri dalle società di geriatria americana e britannica una revisione delle linee guida per la prevenzione delle cadute. Per la prima volta, l’attività fisica è considerata un cardine delle strategie preventive.

È il primo aggiornamento dal 2001 a questa parte delle linee guida dell’American Geriatrics Society e della British Geriatric Society e rappresenta un deciso cambiamento di rotta.
Le nuove linee guida sulla prevenzione delle cadute negli anziani, una cui sintesi è stata pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society, raccomandano infatti che, qualunque sia l’intervento effettuato a questo scopo, esso abbia una componete di esercizio fisico.
Inoltre, ed è l’altro caposaldo, si invita a considerare la prevenzione e lo screening dei disturbi che possono facilitare le cadute come una componente essenziale dell’assistenza medica agli anziani.
A compilare le linee guida, un panel di esperti, che ha passato in rassegna la letteratura scientifica tra il 2001 e il 2009 alla ricerca degli interventi di provata efficacia per evitare un problema che sta assumendo proporzioni e impatto sempre più ampi. “Le cadute sono uno dei più comuni problemi di salute per gli anziani e sono una frequente causa di disabilità e perdita di indipendenza”, ha commentato Mary Tinetti della Yale University School of Medicine e tra gli estensori delle linee guida. “Data la loro frequenza e le loro conseguenza, le cadute sono un serio problema di sanità, al pari dell’infarto o dell’ictus”.
Il primo passo, quindi, che tutti i medici che hanno a che fare con gli anziani dovrebbero intraprendere sarà una seria valutazione della “predisposizione” di ciascun assistito alle cadute, chiedendo se magari si sono verificati recenti episodi di cadute o se si hanno difficoltà a camminare. In tal caso, sarà opportuno approfondire verificando la presenza di una particolare debolezza muscolare o di problemi di equilibrio o, ancora, di disturbi della pressione che possano comportare perdite di stabilità. E quindi tentare di correggere con gli specifici interventi elencati nelle linee guida. La cui caratteristica principale è quella di essere multifattoriali.


Non basta insomma correggere un singolo fattore di rischio per ottenere risultati.


Largo quindi all’attività fisica “dolce” (per esempio il Tai Chi) per favorire una maggiore efficienza della muscolatura e l’equilibrio. Ma anche a piccoli cambiamenti nell’ambiente domestico che riducano le probabilità di cadere. E ancora, laddove necessario, un intervento per la rimozione della cataratta è di estrema utilità, così come una riduzione del dosaggio di alcuni farmaci, in particolare di quelli che possono influire sulle funzionalità del cervello. Infine, grande attenzione è da prestare alla pressione, evitando soprattutto gli sbalzi.  

14 Gennaio 2011

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