Aiot: Italia inerte e arretrata sull’accesso alla medicina complementare
“L’esempio Svizzero – ha aggiunto Milani – non può che sottolineare la grande distanza culturale e politica rispetto all’Italia, dove l’inerzia delle istituzioni pubbliche non consente di fatto la registrazione di medicinali omeopatici e finalmente la possibilità di indicare sulle confezioni posologia e ambito di utilizzo terapeutico. Questo nonostante vi sia l’obbligo legislativo a procedere in attuazione della Direttiva Europea recepita nel 2006, non consente di fatto la registrazione di medicinali omeopatici e finalmente la possibilità di indicare sulle confezioni posologia e ambito di utilizzo terapeutico. Un’inerzia che – conclude Milani – limita fortemente medici e pazienti italiani nel proprio diritto inalienabile alla libertà di scelta terapeutica”.
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20 Gennaio 2011
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