Federfarma: “Da Antitrust proposte obsolete superate dai fatti e dalla crisi”
“La programmazione territoriale – secondo Racca – è uno dei cardini su cui poggia l’efficienza del servizio farmaceutico italiano. Le catene di farmacie, prospettate dall’Antitrust, rispondono a criteri di mercato e di mero investimento economico del grande capitale: in esse il farmacista singolo perde autonomia professionale, schiacciato da politiche aziendali di marketing. Sia la Corte Costituzionale italiana sia la Corte di Giustizia Europea si sono più volte pronunciate in favore della normativa italiana, ribadendo che non solo essa è pienamente rispettosa dell’ordinamento comunitario, ma che è anche efficace ai fini della tutela della salute dei cittadini perché garantisce la presenza di una rete capillare di farmacie e quindi l’accesso al farmaco e a prestazioni sanitarie”, ricorda la presidente di Federfarma.
Per Racca, dunque, “l’aumento non programmato del numero delle farmacie – auspicato dall’Antitrust – non consente la tenuta economica del sistema e quindi mette a rischio la rete. L’aumento del numero delle farmacie graverebbe sul bilancio statale visto che bisognerebbe prevedere contributi di stato per mantenere le farmacie nelle zone più disagiate. Infatti, già oggi, benché ancora non siano state aperte le farmacie per le quali sono ancora in corso le procedure concorsuali, i giornali danno spesso notizia di farmacie in difficoltà che chiudono e lasciano sguarniti paesi che non hanno altre strutture sanitarie, abitati soprattutto da anziani che solo con difficoltà raggiungono i centri maggiori. La stessa Corte di Giustizia Europea ha voluto mantenere e consolidare la pianta organica, come istituto necessario all’efficienza del servizio, quando in dicembre si è espressa favorevolmente al divieto di vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta fuori dalla farmacia”.
“Ci domandiamo pertanto – conclude Racca – per quali motivi l’Antitrust avanzi nuovamente proposte già ampiamente esaminate in passato e inidonee, anzi in controtendenza, rispetto alla evoluzione del servizio farmaceutico finalizzata a dare nuove risposte alle crescenti domande di salute di una popolazione che invecchia, in un contesto di risorse pubbliche da utilizzare con sempre maggior attenzione e di sviluppo dei servizi sanitari territoriali. E questo proprio mentre l’intero mondo farmaceutico – industria, distribuzione intermedia e finale – chiede stabilità e certezze per programmare le attività e continuare a essere una risorsa del paese”.
05 Luglio 2014
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