Desideri (Federsanità Anci): “20 anni di appassionato lavoro”
Quali i risultati? Il tasso di crescita della spesa sanitaria e della spesa procapite più basso dell’Ocse (1/3 in meno di Germania e Francia), nonostante differenze di accesso ancora inaccettabili per un sistema universalistico; l’avvio, pur con ritardi e forte variabilità, della riorganizzazione dell’assistenza nelle Ausl: reti tra gli ospedali, riduzione dell’ospedalizzazione (- 500.000 dei ricoveri), emergenza/urgenza in rete, valorizzazione e ristrutturazione per la presa in carico dell’assistenza nel territorio, raccordo ospedale-territorio, prevenzione. Insomma, una Pianificazione, una programmazione basata su outcome per la salute (“value based”).
D’altra parte, pur con ovvie differenze, registriamo ancora la resistenza degli stakeholder ad identificarsi negli obiettivi regionali e la difficoltà a rilevare i bisogni di salute oggettivi: più facile è rilevare i bisogni percepiti! Notiamo, inoltre, un senso comune, più o meno diffuso, teso a giudicare tutti, generalizzando la mala-gestione ed i comportamenti illeciti di pochissimi (“manager di nomina ben remunerati”).
Non credo nel pensiero difensivo, ma è necessario rilanciare, per il futuro, il ruolo del manager, anche alla luce del Patto per la Salute, che introduce opportunamente numerosi aspetti innovativi, avviando, attraverso tavoli specifici, prospettive di riordino, ma anche alla luce delle Riforme sia degli assetti degli EELL (unioni dei comuni, associazioni, città metropolitane), sia costituzionali (rif. del Titolo V) con i suoi, certi, riflessi sul rapporto delle Aziende Sanitarie con la Regione e con gli “attori centrali” quali Ministero, Agenas, Aifa, ISS. Sia, infine, alla luce dell’impatto che si va definendo su scelte normative precedenti (per esempio sulla nomina dei primari), e future (riforma PA e Albo nazionale dei manager).
Chiediamo, su questo, di essere ascoltati. A tale proposito è utile riflettere come i criteri di selezione dovrebbero valutare, oltre le capacità teorico-accademiche, quelle pratico-attuative: interlocutive (non basta aver ragione, occorre costruire consenso), generative (di nuovi e più efficaci approcci organizzativi), trasformative (saper cambiare macro e micro sistemi).
In conclusione, chiediamo di essere coinvolti nei tavoli ove si elaborano le Linee guida, gli Atti, gli Indirizzi (per esempio su come regolamentare standard ospedalieri e meglio introdurre riforme sulla sanità territoriale). Poi, come è giusto, al Ministro la decisione.
Siamo pronti, quindi, a mantenere e sviluppare il nostro ruolo, ma vogliamo, anche, poter mettere a frutto i 20 anni di impegno, esperienza e appassionato lavoro.
Enrico Desideri
Coordinatore Forum DG di Federsanità ANCI
Presidente di Federsanità Toscana
31 Luglio 2014
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