"Non può esistere la libertà di curarsi con qualunque sostanza, tantomeno quella di proporre e vendere terapie non validate scientificamente. Finalmente il sequestro deciso del pretore Guariniello mette fine alle infusioni col cosiddetto metodo Stamina. In un Paese senza la confusione dei poteri, che vige in Italia, avrebbero però dovuto essere sufficienti i carabinieri". Lo ha dichiarato in una nota il deputato del gruppo parlamentare Per l'Italia Gian Luigi Gigli, componente della commissione Affari sociali della Camera.
"Resta infatti l’assurdo italiano di autorizzazioni concesse e divieti imposti per via giudiziaria in materie che – ha sottolineato Gigli – dovrebbero essere di esclusiva competenza sanitaria e non dei giudici, tantomeno di quelli del lavoro. Il criterio per autorizzare un trattamento non può essere quello della libertà di cura, bensì quello della dimostrazione di efficacia e sicurezza della terapia. Poiché qualche autorevole giurista sostiene che non si possa fare una legge per dire che i magistrati non hanno il potere di entrare a gamba tesa in un campo che compete solo all’autorità sanitaria, forse dovrebbe essere la magistratura stessa ad avviare qualche indagine disciplinare e a prendere qualche provvedimento esemplare verso magistrati che hanno pensato di sostituirsi ai tecnici".