Test Medicina. Federspecializzandi: “Aderiamo a petizione di Crimì, modello francese ha troppe criticità”

Test Medicina. Federspecializzandi: “Aderiamo a petizione di Crimì, modello francese ha troppe criticità”

Test Medicina. Federspecializzandi: “Aderiamo a petizione di Crimì, modello francese ha troppe criticità”
I medici specializzandi sottoscrivono la raccolta firme promossa dal deputato del Pd e ribadiscono "l'importanza di mantenere l'accesso programmato ai corsi di tutte le professioni di ambito sanitario, basando la programmazione sulle necessità di numero, tipologia e competenze di risorse umane del Ssn". 

Federspecializzandi aderisce alla petizione relativa al test di accesso a medicina promossa dall’On. Filippo Crimì e sottolinea alcune criticità nell’applicazione del cosiddetto modello francese di accesso al corso di laurea in medicina proposto dal Ministro Giannini. 

-Il ministro Giannini ha tracciato, quale linea di indirizzo per l’ingresso al corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, un sistema basato sull’accesso libero al primo anno di corso e una successiva selezione basata sugli esami sostenuti e sul merito degli studenti. Sottolineiamo come il percorso formativo del primo anno di studi differisca notevolmente fra le diverse sedi del corso di laurea e il superamento degli esami di profitto sia spesso affidato a valutazioni orali e quindi del tutto discrezionali da parte dei docenti. In questo senso appare lecito domandarsi come si possa basare la selezione sugli esami sostenuti e con quali modalità verrà valutato il merito degli studenti. Intendiamo ribadire che qualsiasi sistema venga adottato, questo deve ispirarsi al principio della trasparenza e dell’oggettività della valutazione.

– L’accesso libero al primo anno di corso determinerà la frequenza delle lezioni di un numero di studenti molto più ampio di quello attuale. Basti pensare che all’ultimo concorso di accesso al corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia hanno partecipato circa 65000 studenti per circa 10500 posti. Da un punto di vista strutturale, le sedi universitarie non godono degli spazi e delle risorse tecnologiche per garantire una buona formazione, anche solo teorica, a un numero così ampio di studenti. Pertanto l’eventuale riforma dell’accesso a medicina nella direzione del modello francese, richiederebbe da parte del Miur un forte investimento in termini di rinnovamento e ampliamento delle strutture che ospitano la formazione.

– Il modello francese prevede che il primo anno di corso sia comune a una serie di corsi di laurea attinenti alla sfera delle professioni sanitarie. In questo modo gli studenti che, al termine della selezione, non raggiungono le posizioni utili ad accedere al corso di Laurea in Medicina e Chirurgia possono continuare il proprio percorso in altri corsi di Laurea tramite una graduatoria che possa indirizzarli verso altre professioni sanitarie. L’applicazione del modello francese al solo corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, invece, determinerebbe uno spreco ingente di tempo e risorse per migliaia di studenti e per le relative famiglie, in considerazione del fatto che ogni anno, se non ammessi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, dovrebbero ricominciare il loro percorso universitario in un altro settore.

-Bisogna chiarire se, oltre alla modifica delle tempistiche e delle modalità con cui avverrebbe la selezione del concorso, siano in discussione anche i criteri su cui si basa la selezione. In Italia, l’accesso a medicina è storicamente affidato alla esclusiva valutazione di conoscenze nozionistiche nel campo delle scienze biologiche, fisiche, chimiche, matematiche, della logica e della cultura generale. In altri paesi europei ed extra-europei, i criteri di selezione si basano, totalmente o in parte, su test standardizzati che esplorano attitudini comunicative, comportamentali ed etiche alla professione medica. A questo proposito, riteniamo utile che si apra una seria e approfondita riflessione su quali siano i requisiti richiesti per intraprendere il percorso formativo verso la professione medica.

FederSpecializzandi, infine, ribadisce l’assoluta importanza di mantenere l’accesso programmato ai corsi di tutte le professioni di ambito sanitario, basando tale programmazione sulle reali necessità di numero, tipologia e competenze di risorse umane del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Gli specializzandi auspicano quindi che tali elementi di riflessione “possano diventare oggetto di discussione nell’ambito di un tavolo di lavoro istituito per analizzare le criticità dell’attuale sistema di accesso e costruire un nuovo modello di selezione basato su solidi principi pedagogici e invita studenti, aspiranti specializzandi e corsisti in medicina generale, e in generale la classe medica a sottoscrivere la petizione promossa dall’Onorevole Crimì”.
 

04 Settembre 2014

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