Allergie invernali. Simer: “Casa pulita e vitamina D per prevenirle”. A ottobre il congresso 

Allergie invernali. Simer: “Casa pulita e vitamina D per prevenirle”. A ottobre il congresso 

Allergie invernali. Simer: “Casa pulita e vitamina D per prevenirle”. A ottobre il congresso 
Pulire a fondo la casa e godersi gli ultimi week end di sole. Sono le due armi suggerite dalla Simer per prevenire le allergie invernali, stando ai dati emersi da uno studio. Se ne parlerà al congresso Simer-Fip in programma a Genova dal 1 al 3 ottobre che ha come tema l’apertura all’Europa. 

Gli acari della polvere e il sole nascosto nei cieli grigi possono diventare complici delle allergie invernali, spesso sottovalutate rispetto a quelle più note legate alla bella stagione e ai pollini. Per questo dalla Società italiana di medicina respiratoria arrivano due semplici consigli: pulire a fondo la casa e approfittare degli ultimi raggi di sole prima dell’arrivo dell’inverno.

L’argomento sarà approfondito durante il congresso nazionale Simer-Fip dal titolo La cultura pneumologica nelle dinamiche italiane ed europea, in programma a Genova dal 1 al 3 ottobre, dove sarà presentato anche uno studio che mette in correlazione allergie respiratorie, comprese rinite ed asma, e diminuzione di livelli di vitamina D nel sangue.

Nella ricerca, infatti, si è osservato che la vitamina D ha anche un’azione ormonale e in particolare interviene nella modulazione della risposta immunitaria innata e adattativa, incluse la sensibilizzazione allergica e lo sviluppo di patologie come le malattie autoimmuni.
“E’ noto un rapporto tra luce e allergie – spiega Carlo Mereu, presidente Simer e del congresso Simer-Fip – In paesi che non hanno una forte esposizione al sole, la popolazione è maggiormente soggetta alle patologie autoimmuni rispetto a chi vive in località più soleggiate”.
Lo studio è stata condotto in 18 centri nazionali su 309 pazienti, di cui il 43% maschi di età compresa tra i 16 e gli 86 anni e con allergia respiratoria con o senza manifestazioni cutanee.

“È stata evidenziata una relazione significativa tra bassi livelli di vitamina D, sensibilizzazione ad allergeni perenni e insorgenza di alterazioni del sistema immunitario che possono portare a dermatite atopica –  illustra Carlo Lombardi, responsabile dell’Unità dipartimentale di allergologia, immunologia clinica e malattie dell’apparato respiratorio della Fondazione poliambulanza di Brescia.
“Proprio la dermatite atopica – aggiunge – in genere precede lo sviluppo di altre malattie allergiche e respiratorie come rinite, asma e allergie alimentari, fenomeno detto di marcia allergica”.

Nessun collegamento, invece, è stato riscontrato tra bassi livelli di vitamina D e allergeni stagionali, come i pollini. “È probabile – conclude Lombardi – che avere allergie da allergeni perenni provochi una stimolazione cronica del sistema immunitario che, se è accompagnata da bassi livelli di vitamina D, può portare allo sviluppo di allergie respiratorie persistenti. Invece le forme stagionali determinano una stimolazione discontinua del sistema immune che non viene influenzata dai livelli di vitamina D e quindi non sempre si collega con lo sviluppo di allergopatie significativamente e clinicamente rilevanti”.

Ma a Genova si parlerà anche di Europa. “L’apertura all’Europa – chiarisce Mereu – è il tema del prossimo congresso. La richiesta giunge direttamente dall’Ers e renderà la pneumologia italiana protagonista ad ogni livello”. La Simer, infatti, è capofila del progetto nazionale di adesione alla Società europea Ers e punta a realizzare una casa comune per tutta la pneumologia europea.
Al momento l’iniziativa è stata approvata dai direttivi della Simer, dell’Aimar l’Associazione italiana di medicina respiratoria, e dell’Aipo, l’Associazione degli pneumologici ospedalieri, e presto sarà ratificata dalle rispettive assemblee nazionali.

Le ricadute sono immediate e su più livelli, perché “significa partecipare agli studi europei in maniera più diretta, coinvolgendo i centri della penisola – sottolinea Mereu – e inoltre porterà a intensificare le collaborazioni tra i vari istituti di ricerca e a dare la possibilità ai giovani medici di recarsi nei vari centri degli altri Paesi europei. Il primo risultato più semplice e immediato – aggiunge – è che l’adesione a Simer, Aipo e Aimar permette automaticamente di entrare nella grande famiglia dell’Ers e quindi partecipare ai loro eventi, corsi, progetti di ricerca e agli incontri istituzionali, alle riunioni e alle votazioni”.

Importante è anche la formazione dei medici di fisiopatologia respiratoria, con docenti di ogni nazione istruiti ad hoc. Di questo progetto fanno parte già alcuni specialisti italiani, che hanno partecipato alcuni mesi fa ai corsi promossi direttamente dall’Ers, ottenendo la qualifica di formatori internazionali. 

10 Settembre 2014

© Riproduzione riservata

World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek
World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek

È stata pubblicata la nuova classifica mondiale World’s Best Hospitals 2026, realizzata da Newsweek in collaborazione con Statista, che individua i 250 ospedali più importanti del pianeta. La graduatoria tiene...

La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità
La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità

Tra piattaforme informatiche, DRG e LEA, il Servizio sanitario evolve verso modelli più trasparenti e orientati alla qualità. Uno dei temi più interessanti riguarda come cambieranno le remunerazioni in relazione...

Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”
Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”

Nella Relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Procura generale della Corte dei conti conferma le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di temi che affondano le radici nel...

Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno
Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno

Oltre 35mila europei potranno trarre beneficio dall’accesso a trattamenti medici innovativi (e potenzialmente salvavita) se l’Unione Europea riuscirà ad aumentare dell’11% studi e trial clinici all’interno del proprio territorio, percentuale...