Infermieri. Nursind proclama lo sciopero del comparto sanità il prossimo 3 novembre

Infermieri. Nursind proclama lo sciopero del comparto sanità il prossimo 3 novembre

Infermieri. Nursind proclama lo sciopero del comparto sanità il prossimo 3 novembre
Il sindacato ha ritenuto "grave" che agli incontri per il raffreddamento della vertenza sia mancata la presenza del Ministero della Funzione Pubblica e del Mef, "mentre per il minacciato sciopero delle forze dell'ordine si era addirittura mosso il Presidente del Consiglio dei Ministri". Accanto allo sciopero viene comunicata l'adesione alla mobilitazione unitaria del 23 ottobre.

"Si è chiusa con la proclamazione dello sciopero del personale del comparto del Sistema Sanitario Nazionale la vertenza del personale infermieristico e del comparto sanità promossa da Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, per il perdurare delle gravi criticità legate alla valorizzazione economica e di carriera del personale e alla sempre più grave disoccupazione infermieristica". E' quanto comunicato dal sindacato in una nota.

"Nursind ritiene grave che agli incontri per il raffreddamento della vertenza – si legge nella nota – sia mancata la presenza del Ministero della Funzione Pubblica e del Mef, mentre per il minacciato sciopero delle forze dell'ordine si era addirittura mosso il Presidente del Consiglio dei Ministri. Dobbiamo concludere che la Salute dei cittadini per questo governo vale meno della loro sicurezza".
I motivi principali per i quali Nursind proclama sciopero sono:
1. il perdurare del blocco del trattamento economico del personale del Ssn previsto dal DL 78/2010 convertito nella legge122/2010 e il taglio dei fondi della contrattazione integrativa;
2. il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto sanità;
3. il permanere della crisi occupazionale infermieristica che vede circa 30.000 infermieri non occupati e il sovraccarico di lavoro che la categoria sopporta per il perdurare del blocco del turn over, il mancato ricambio generazionale per la riforma pensionistica, l'invecchiamento e l'usura del personale;
4. lo stato di demansionamento in cui versa il personale infermieristico chiamato a coprire nel sistema le carenze di altre figure e del personale di supporto;
5. l'impossibilità di valorizzare qualsiasi percorso di carriera per la professione infermieristica a livello nazionale e aziendale.

Accanto allo sciopero saranno attivate altre iniziative atte a sollecitare il governo e le forze politiche verso una soluzione che veda ripartire la contrattazione e lo sblocco del turn over, in primis l'adesione alla mobilitazione unitaria del personale della sanità prevista per il 23 ottobre.

"Gli infermieri occupati e disoccupati ci chiedono a gran voce di manifestare il disagio che la categoria da anni sopporta – afferma il segretario nazionale Andrea Bottega – perchè sono sempre maggiori le responsabilità, le esigenze organizzative e le aspettative degli assistiti. Senza una possibilità di valorizzazione del personale difficilmente si potranno realizzare quei cambiamenti al sistema che tutti auspicano. Le risorse economiche per il rinnovo dei contratti si possono ben trovare all'interno del sistema senza tagliare sui diritti o sui servizi – conclude Bottega – ma ci sia data la possibilità di trasformare una parte di questi risparmi in risorse per la valorizzazione del lavoro degli infermieri".

Nei prossimi giorni la Direzione nazionale definirà anche l'organizzazione di una manifestazione a Roma sempre per il 3 novembre 2014. 

02 Ottobre 2014

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