Bevere (Agenas): “Da dati 2013 sensibili miglioramenti. Percorso delineato da standard ospedalieri va nella giusta direzione”
Prosegue il Direttore dell’Agenas, “i risultati del 2013 documentano sensibili miglioramenti delle situazioni regionali che nel 2010 e nel 2011 registravano condizioni di erogazione gravemente carenti per alcuni gruppi di patologie. Grazie agli audit regionali avviati proprio sulla base dei dati del PNE, molte di quelle situazioni registrano già oggi notevoli miglioramenti. Questo a conferma che la strada indicata dal Patto per la salute va nella giusta direzione. L’Agenzia individuerà con le regioni percorsi e procedure di intervento sempre più omogenei su tutto il territorio nazionale, per consentire di raggiungere quegli ospedali o quelle organizzazioni sanitarie che documentino difetti assistenziali. La partnership con le regioni e con i professionisti è la nostra carta vincente, sia con riferimento alla composizione dei dati che vengono utilizzati dalla direzione scientifica del PNE, che relativamente al successo di intervento sulle singole realtà locali".
Aggiunge ancora Bevere “appare del tutto evidente, dai dati presentati oggi, come laddove le regioni hanno assegnato ai direttori generali delle aziende sanitarie anche obiettivi di miglioramento relativi alle criticità evidenziate dal PNE, si è osservata una significativa riduzione di quelle criticità, così come si è registrato un miglioramento sempre più evidente quando si è intervenuti coinvolgendo direttamente i clinici, il personale sanitario e le società scientifiche".
Il Direttore Agenas sottolinea poi come “il PNE conferma che anche il percorso delineato dal regolamento sugli standard ospedalieri va nella giusta direzione. Infatti, alcuni rilevanti difetti assistenziali sono stati documentati proprio nelle strutture e nei reparti dove il volume dei casi trattati si pone al di sotto delle soglie minime indicate proprio dallo schema di regolamento sugli standard ospedalieri – sul quale il 5 agosto scorso è stata sancita l’intesa in sede di Conferenza Stato Regioni – precisamente nel capitolo 3 sugli 'Standard minimi e massimi di strutture per singola disciplina' e nel capitolo 4 sui 'Volumi ed esiti'”.
"Possiamo affermare – ha aconcluso Bevere – che buona parte dei difetti organizzativi ed assistenziali emergono nelle strutture di piccole dimensioni, non adatte ad affrontare particolari livelli di complessità assistenziale. Anche in questo caso lo schema di regolamento sugli standard ospedalieri prevede interventi di chiusura o riconversione di strutture con un numero inferiore a 60 posti letto per acuti, a meno che non si tratti di strutture monospecialistiche”.
20 Ottobre 2014
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