Lo ‘scoop’ del governatore della Toscana Enrico Rossi

Lo ‘scoop’ del governatore della Toscana Enrico Rossi

Lo ‘scoop’ del governatore della Toscana Enrico Rossi
E' stato il primo presidente a rimboccarsi le maniche per mettere immediatamente a frutto, anziché alimentare il terrorismo che da subito si è generato, una strategia oculata dopo l'annuncio della manovra del governo riguardo le Regioni. E ha iniziato procedendo nella direzione atta a combattere gli sprechi, soprattutto senza colpire i lavoratori dipendenti. 

Forse stavolta ce la facciamo. La "lotta agli sprechi" non sarà il solito vecchio slogan, ormai logorato come tutti noi. Il Presidente della Regione toscana Enrico Rossi annuncia a Sky Tg24 la sua intenzione verso gli " sprechi", specie dopo le riduzioni previste dalla manovra del Governo. Una vera e propria rivoluzione quella della sanità toscana che potrebbe dare il " via" e servire come apripista anche ad altre regioni. Al di là del rilancio del superticket per “i ricchi" , con la revisione della quota in base al reddito, il Governatore propone la riduzione delle Asl : da 16 a 3.

Decisamente ambiziosa e coraggiosa come proposta, meditata dopo i tagli decisi dal Governo in merito alla Legge sulla stabilità : "Occorre salvare i Servizi sanitari e quindi ho proposto una rivoluzione che prevede di intensificare la lotta agli sprechi, di riorganizzare il servizio in tre aziende sanitarie-ospedaliere-universitarie al posto delle attuali 16, di richiedere un contributo significativo ai ceti medio alti sulle prestazioni sanitarie, di rimettere al centro l’appropriatezza e l’eticita’ delle cure, ispirato, come asserisce lui stesso, dalle parole di Enrico Berlinguer espresse nel 1981:

“Oggi, specie in questo momento difficile, appare insensato pensare che l’assistenza sanitaria debba essere gratuita per tutti. Credo debba esserlo per le fasce di reddito basse e medio- basse. E gli altri dovranno contribuire in ragione del loro livello di reddito. Non solo, occorre agire dal punto di vista delle ‘baronie’ che non portano altro che scontento e discrimine".

Sicuramente un botto. Ed è stato il primo Governatore ad arricciarsi (metaforicamente) le maniche per mettere immediatamente a frutto, anziché alimentare il terrorismo che da subito si è generato, una strategia oculata dopo l'annuncio della manovra del governo riguardo le Regioni.
Enrico Rossi ha dato pubblicamente questo annuncio durante una intervista, mettendo il dito nella piaga dei costi, ma procedendo nella direzione atta a combattere gli sprechi soprattutto senza colpire i lavoratori dipendenti.

Fondamentale l'importanza del mantenimento della qualità per la sanità pubblica, per lui di primaria importanza dato che per dieci anni ha avuto la delega come assessore alla Sanità. Il premier Renzi ha lanciato una grande sfida, quella di rivedere i costi e gli sprechi a carico delle Regioni. Occorre, quindi e prima di tutto, riorganizzare le Asl. La Toscana è già passata da 40 a 12 aziende sanitarie più quattro aziende ospedaliere universitarie, si può continuare riunendo le 16 Aziende per poter, quindi, eliminare molte nomine costose che incidono notevolmente sul Sistema sanitario.

Riorganizzare la sanità potrebbe prevedere anche, non ultima, la riorganizzazione dei servizi in essa contenute. Più che altro si potrebbe cogliere queste importante occasione per ricominciare a parlare di salute, di presa in carico del cittadino attraverso un Protocollo innovativo ed integrante. Molto spesso il cittadino si trova a dover effettuare esami diagnostici o analisi solo per timori e ansie, con conseguenze economiche di entrambi, per l'azienda e per lui stesso. Molto spesso, proprio per lo stesso timore, i medici prescrivono questi accertamenti per mettersi al sicuro da eventuali ed effettive malattie insorgenti.

Se tenessimo conto della possibilità di un servizio, cosiddetto filtro, a supporto di tutto questo, le ricadute economiche sarebbero eclatanti. Oltre ad avere eccellenze sui territori anche sotto il profilo del supporto psicologico, presente anch'esso nel progetto. Si tratta di un servizio complesso e completo, cosiddetto infatti "integrante", che prende in carico a tutto tondo la persona per dirigerla, poi, in un percorso personalizzato ad hoc a seconda della patologia espressa.

Una proposta relativa a questo tipo di approccio innovativo è stata già presentata al Ministero della Salute e alle istituzioni regionali da parte di Anses – Studio Ulivi, diretto da Sabrina Ulivi, specialista in Psicologia Clinica e Psiconeuroimmunologo con la collaborazione di vari professionisti tra cui il sociologo e ricercatore scientifico Giovanni Cozzolino, Nicoletta Canitano, medico nutrizionista Flora Ippoliti, biologo e medico Immunologo, già professore associato presso la Università degli Studi La Sapienza di Roma.

Ciò riguarderebbe anche la salute in azienda, in riferimento allo stress lavoro correlato, dove darebbe un supporto tangibile sia alle aziende che ai lavoratori che si sentirebbero messi in sicurezza. Potremmo così, quindi, sicuramente affermare, perché accertato, che con questo "sistema integrante di psiconeuroimmunologia" si potrà essere in grado di supportare e curare i pazienti affetti dalle patologie da stress cronico ed, inoltre, affiancare il percorso terapeutico di molte e gravi patologie recidivanti e/o croniche.

Rossi assicura che non ci saranno tagli alla sanità ma miglioramento e razionalizzazione. Ci auguriamo che possa trovare spazio anche questo tipo di proposta atta al miglioramento degli stili di vita e alla diminuzione dei costi per la società.
 
Antonella Gramigna (esperta in orientamento e promozione della salute)
 

Antonella Gramigna

22 Ottobre 2014

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