Le diseguaglianze sanitarie in Europa e la posizione critica dell’Italia

Le diseguaglianze sanitarie in Europa e la posizione critica dell’Italia

Le diseguaglianze sanitarie in Europa e la posizione critica dell’Italia
In Italia il blocco del turnover, il precariato, la mancanza di una vera politica di formazione professionale continua, la forte difficoltà a raggiungere una vera autonomia professionale, la struttura ottusamente burocratica, lo spreco di risorse sotto forma di inefficienze amministrative, quando non corruttive, spiegano una perdita di quota nella classifica dei sistemi sanitari. 

Si è svolto recentemente, a Bruxelles, un convegno organizzato dall’EPHA (European Public Health Alliance) che ha affrontato il problema delle disuguaglianze dei sistemi sanitari nei diversi Stati Membri della Unione Europea. Come Presidente della FEMS, ho sostenuto che queste disuguaglianze comprendono gravi disuguaglianze nelle condizioni di lavoro dei medici e dei dipendenti dei Servizi Sanitari Nazionali. Disuguaglianze non solo salariali, che ci sono, e notevolissime, ma anche di condizioni di lavoro dovute a gravi difetti organizzativi. Concetto che è stato condiviso anche dal nuovo Commissario Europeo alla Sanità, dott. Andriukaitis, presente al convegno.

Il panorama del futuro dell’assistenza sanitaria in Europa è piuttosto complesso. La forza lavoro in campo sanitario, pur essendo, numericamente, molto significativa, con prospettive di aumento delle necessità assistenziali in tutta Europa, legate alla prevista crescita dell’attesa di vita dei cittadini europei, per diversi motivi, è previsto che vada verso una grave diminuzione. Per il 2020 la Commissione Europea stima che il personale sanitario disponibile sarà del 13% inferiore alle necessità (la carenza è equamente distribuita fra medici, dentisti e personale infermieristico).

Leggi l'articolo integrale
 
Enrico Reginato (Presidente Fems)
 

Enrico Reginato

05 Novembre 2014

© Riproduzione riservata

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento
Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento

La carenza di infermieri in Italia è solo la parte più visibile di un problema molto più profondo: l'inefficienza del mercato del lavoro sanitario. È questa la tesi al centro...

Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms
Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms

Nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni nella lotta contro HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili (IST), persistono profonde disuguaglianze, carenze nell’accesso alle cure e un rallentamento dei finanziamenti...

Difterite. I casi nell’Ue continuano a diminuire dopo il picco del 2022. Ma l’Ecdc richiama l’importanza della vaccinazione
Difterite. I casi nell’Ue continuano a diminuire dopo il picco del 2022. Ma l’Ecdc richiama l’importanza della vaccinazione

Dopo l'impennata registrata nel 2022, il numero dei casi di Difterite continua a diminuire. Nel 2024 i Paesi dell’Ue/See hanno notificato 151 casi, in ulteriore diminuzione rispetto ai 237 del...