Professioni sanitarie. Registro Osteopati al Conaps: “Nessuna duplicazione, l’osteopatia è una professione autonoma”

Professioni sanitarie. Registro Osteopati al Conaps: “Nessuna duplicazione, l’osteopatia è una professione autonoma”

Professioni sanitarie. Registro Osteopati al Conaps: “Nessuna duplicazione, l’osteopatia è una professione autonoma”
Il Roi inerviene su quanto sottolineato nella lettera indirizzata dal Conaps al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Per il Registro degli osteopati italiani non esistono sovrapposizioni con altre professioni sanitarie esistenti. "L’osteopatia non è una tecnica o un approccio, ma una professione con un proprio impianto tecnico-pratico definito e riconosciuto dall’Oms".

In questi giorni la XII Commissione del Senato della Repubblica ha ripreso l’iter dei lavori sugli emendamenti al Ddl 1324 del Ministro Lorenzin che, fra gli altri, si propone di regolamentare il settore dell’osteopatia, attraverso il riconoscimento come nuova professione sanitaria. Il Registro degli Osteopati d’Italia, associazione di categoria con oltre 2.000 iscritti e referente italiano di associazioni sovranazionali di osteopati – come ad esempio l’European Federation of Osteopaths e l’Osteopathic International Alliance – nel corso degli ultimi mesi ha collaborato con la Commissione e con il Ministero della Salute per una corretta formulazione del profilo professionale dell’osteopata.

All’interno di questo quadro e a seguito della lettera inviata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ai Senatori membri e al Presidente della XII Commissione del Senato dal Conaps, il Roi ha voluto chiarire alcuni punti "a beneficio di un’informazione chiara e completa". Nello specifico:
– L’osteopatia non deve essere considerata una tecnica o un approccio, ma, come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una professione sanitaria di contatto primario con competenze di diagnosi, gestione e trattamento dei pazienti, esclusivamente manuale, che si indirizza a tutti i cittadini, dal neonato all'anziano. Per questo motivo ritiene opportuno che venga riconosciuta come professione sanitaria di ruolo con Laurea Magistrale a ciclo unico
– Come tale, non esiste alcuna sovrapposizione con altre professioni sanitarie esistenti: è bene fare chiarezza sugli ambiti esclusivi di intervento che per l’osteopata sono la valutazione osteopatica tramite la palpazione percettiva seguendo i modelli di relazione struttura-funzione, la stimolazione del potenziale di autoregolazione dei tessuti tramite la normalizzazione della disfunzione somatica e il ripristino dei ritmi biologici involontari riflessi
– La formazione attuale degli osteopati avviene in strutture private e non potrebbe essere altrimenti per una professione non ancora riconosciuta. Il Roi ha negli anni lavorato per colmare il vuoto legislativo istituendo una Commissione Didattica ed una Commissione Ricerca impegnate nel controllo dei requisiti formativi delle scuole (sono circa 20 le strutture certificate dal Roi e per le quali l’Associazione garantisce la formazione adeguata) e nell’aggiornamento continuo dei professionisti. Questo consente la tracciabilità dell’equipollenza dei titoli degli osteopati. Ad avvalorare l’alto livello di questi istituti privati sono gli stessi professionisti sanitari provenienti da altre discipline, che hanno deciso di completare il loro percorso formativo utilizzando i corsi part-time di osteopatia (120 crediti formativi) delle scuole Roi, o le Università che hanno recentemente iniziato ad avvalersi, nei loro Master, di docenti e programmi sviluppati all’interno delle scuole di osteopatia che aderiscono ai criteri formativi stabiliti dal Roi.

Il Roi ribadisce pertanto la necessità di una regolamentazione urgente del settore a tutela della salute dei cittadini che sempre più si rivolgono all’osteopatia per il mantenimento dello stato di salute, a partire da tre punti fondamentali:
– Il riconoscimento dell’osteopata come professione sanitaria indipendente senza far perdere l’identità ad altre professioni sanitarie a tutto danno dei pazienti che rischierebbero di ricevere un cattivo servizio, oltre ad essere disorientati dalla sovrapposizione dei approcci diversi.
– La Laurea Magistrale quale percorso accademico più appropriato per formare gli osteopati di domani in modo autonomo.
– Un percorso chiaro che porti al riconoscimento dei titoli pregressi da parte degli osteopati già praticanti o che hanno già intrapreso il loro percorso di studi. 

28 Novembre 2014

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