Stabilità. Farmacieunite: “Regioni adottino prezzo di riferimento per categorie omogenee”
Le Regioni, di rimando, domandano al Governo di indicare esattamente, con relativa assunzione di responsabilità istituzionale, dove far cadere la scure. Palazzo Chigi e via XX Settembre evitano di indicare una strada, nonostante si avverta una sorta di pressione da parte delle Regioni, che sembrano voler far leva sul feeling tra Industria e Governo. Non va dimenticato che, nella cornice del Patto della Salute, le Regioni dispongono di una serie di strumenti come, ad esempio, il prezzo di riferimento sulla base di categorie terapeutiche omogenee improntate al criterio costo/beneficio, potenzialmente in grado di contrarre significativamente la spesa farmaceutica.
Le ripercussioni, in primis, andrebbero a ricadere sui fatturati industriali, se solo pensiamo alla possibilità di acquisti centralizzati, previsti sempre dal Patto per la Salute.
Le farmacie, per evitare pesanti penalizzazioni, dovrebbero invece cercare di ottenere meccanismi di coinvolgimento efficaci (come, ad esempio, accordi di DPC equilibrati).
Per i cittadini, invece, una volta salvaguardata la qualità, non dovrebbero esserci le penalizzazioni paventate anche strumentalmente da più parti.
Va da sé che un provvedimento di questo tipo dovrà essere necessariamente inserito in un quadro di revisione completa del sistema come da tempo sostiene Farmacieunite.
L’Italia sta pagando un prezzo troppo alto su molti fronti e meriterebbe la restituzione di quella dignità che le è sempre appartenuta.
Il soffocamento ingiustificato, perpetrato da troppo tempo a danno di quelle categorie che una volta si pensava fossero privilegiate, non può più essere tollerato. La farmacia deve saper operare per recuperare appieno le sue funzioni.
Franco Gariboldi Muschietti
Presidente Farmacieunite
12 Dicembre 2014
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