La legge di stabilità in Gazzetta. La grande incognita dei tagli alla sanità. Ecco il testo

La legge di stabilità in Gazzetta. La grande incognita dei tagli alla sanità. Ecco il testo

La legge di stabilità in Gazzetta. La grande incognita dei tagli alla sanità. Ecco il testo
Entrerà in vigore il 1 gennaio. Un unico articolo con 735 commi. Per la sanità confermate le risorse sancite nel Patto per la Salute. Ma le Regioni dovranno contribuire con 4 miliardi l’anno al risanamento dei conti pubblici. La verifica sui risparmi entro il 31 gennaio 2015, altrimenti potrebbero scattare i tagli del Governo. Sanità compresa. IL TESTO IN GAZZETTA, SCHEDA NORME SANITARIE

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 novembre (uscita oggi) la prima legge di stabilità del Governo Renzi. Una legge difesa dal premier anche ieri mattina nella tradizionale conferenza stampa di fine anno quando ha ricordato che con questa legge si effettua la più grande riduzione delle tasse degli ultimi tempi pari a 18 miliardi di euro tra i bonus di 80 euro e quelli per l’infanzia, taglio all’Irpef per le imprese e sgravi per i neo assunti.
 
Una legge il cui successo sul campo, anche sul piano della capacità di stimolare la ripresa e l’occupazione, costituirà una prova decisiva per Renzi, insieme a quella sul Jobs Act.
 
Per la sanità questa legge di stabilità mantiene, per il momento, i “grandi numeri” del Patto per la Salute: 112.062.000.000 euro per l'anno 2015 e in 115.444.000.000 euro per l'anno 2016. Compresa la clausola che eventuali risparmi nella sanità restino a disposizione del comparto per nuovi investimenti e migliorie dell’assistenza. Ma c’è la grande incognita dei tagli ai bilanci regionali: 4 miliardi l’anno come contributo al contenimento della spesa pubblica che le Regioni dovranno risparmiare senza intaccare i livelli essenziali di assistenza.
 
La vera partita sui tagli temuti da molti alla sanità si giocherà tutta qui. In un lasso di tempo ristretto, perché entro il 31 gennaio 2015 Regioni e Governo dovranno trovare un’intesa formale in Stato Regioni su come modulare i tagli e conseguentemente su come rideterminare i livelli di finanziamento negli ambiti della spesa pubblica toccata dai risparmi. Se non si raggiungerà l’intesa scatta la clausola di salvaguardia che consentirà al Governo di decidere come e dove tagliare, “considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale”.
 
Le Regioni hanno sempre detto che senza toccare la sanità sarebbe stato molto difficile raggiungere 4 miliardi l’anno di tagli e questo basandosi sul fatto che la sanità costituisce il 70% della loro spesa corrente. D’altra parte nei bilanci regionali le voci alternative oggetto di possibili risparmi non mancano considerando che in tutto, tra spese correnti e per investimento (esclusi comunque sanità, mutui e prestiti e partite di giro varie), restano quasi 100 miliardi di spese su cui intervenire (dati Istat).
 
Per il resto sono moltissime le novità di questa legge di stabilità in campo sanitario. Dal nuovo fondo per i farmaci innovativi alla fine dei Presidenti regionali-Commissari ad acta. Dal registro dei donatori per l'eterologa alla revisione del Prontuario farmaceutico del Ssn. Dalla bonifica dei siti inquinati dall'amianto al sostegno alle paraolimpiadi. E poi la previsione di nuove competenze per le professioni sanitarie non mediche e una clausola in deroga alle norme vigenti che consente le richieste di aspettativa da parte di personale medico o paramedico che intenda prestare la propria opera nei Paesi del continente africano attualmente interessati dal fenomeno del virus Ebola.
 
Ma non basta. Per la prima volta si prevede la possibilità di produrre farmaci monodose per gli ospedali e si agganciano ancor più strettamente al raggiungimento dei Lea le verifiche sull’operato dei direttori generali di Asl e ospedali. Per il pubblico impiego, sanità compresa, cambia poco. Anzi trovano conferma il blocco dei contratti e vengono reiterate sostanzialmente tutte le norme di “congelamento” dello status quo retributivo. Viene poi abolito il limite di 65 anni che vedeva i farmacisti titolari di farmacia costretti ad andare in pensione e vengono previsti nuovi meccanismi di controllo per la spesa per dispositivi medici basati sul costo-beneficio (clicca qui per leggere nel dettaglio le misure sulla sanità, guarda anche il quadro msinottico delle Regioni sulle misure per sanità e welfare).
 
E’ indubbio, tuttavia, che gli occhi saranno tutti puntati su cosa accadrà entro il prossimo 31 gennaio. Le Regioni riusciranno a tagliare 4 miliardi dei loro bilanci senza toccare la sanità? Non ci vorrà molto per scoprirlo.

30 Dicembre 2014

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