Elezioni Liguria. Primarie Centro sinistra. Cofferati “attacca” sulla sanità: “Basta liguri costretti a curarsi in Lombardia o Piemonte”

Elezioni Liguria. Primarie Centro sinistra. Cofferati “attacca” sulla sanità: “Basta liguri costretti a curarsi in Lombardia o Piemonte”

Elezioni Liguria. Primarie Centro sinistra. Cofferati “attacca” sulla sanità: “Basta liguri costretti a curarsi in Lombardia o Piemonte”
L'ex segretario della Cgil e parlamentare europeo è uno dei tre sfidanti alle primarie in programma domenica prossima. In un video le sue idee per la sanità regionale. "La scelta delle professionalità deve seguire criteri indiscussi e non l’appartenenza politica, altrimenti il danno è scontato".

“Per quanto riguarda gli ospedali, l’unico elemento di novità che introdurrei, è il confronto, nel caso di contese, con i soggetti portatori di opinioni diverse. In ogni caso il lavoro effettuato sin qui in sanità, imperniato su semplificazione e qualificazione, procede nella direzione auspicabile”. Ha le idee chiare Sergio Cofferati, candidato alle primarie del centrosinistra per la Liguria il prossimo 11 gennaio (gli altri due candidati sono Raffaella Paita, attuale assessore alla Protezione civile nella Giunta Burlando e l'ex Udc Massimiliano Toivo ora lla guida di una lista civica), in un intervento in cui ragiona sui temi di carattere sanitario.

L’ex segretario generale della Cgil non risparmia però qualche stoccata ai sui predecessori, considerando anche che la sua candidatura nasce in opposizione all’area rappresentata dal governatore uscente Burlando. “La precedente amministrazione ha da una parte lavorato nella direzione auspicabile, dall’altra messo in campo interventi insensati come la norma sull’anzianità che può garantire un vantaggio ad alcuni medici e causare un danno alla popolazione, generando una forma di concorrenza sleale”. 

Altro elemento privo di senso, ha sottolineato Cofferati, “risiede nell’azione che ha incrementato tendenzialmente la spesa per il turismo sanitario, mentre si procedeva giustamente alla qualificazione e alla razionalizzazione dei luoghi di assistenza e di cura”. Si è trattato di “elementi in palese contrasto tra loro e che vengono percepiti negativamente dagli utenti. Molti cittadini sono stati costretti, malvolentieri, a farsi curare in Piemonte e Lombardia. Alla base di queste dinamiche ci sono purtroppo ragioni speculative di carattere strumentale e politico”.

Cofferati ha quindi osservato che in Liguria “il privato sta diventando un Cavallo di Troia per diminuire valore ed efficacia del pubblico”. La qualificazione dei luoghi in cui le persone vengono assistite deve invece “avvenire con coerenza, anche per quanto concerne l’allocazione delle risorse umane, altrimenti perde valore. Bisogna quindi completare il lavoro avviato, rinforzando però la trasparenza, soprattutto nella scelte delle professionalità, che deve seguire criteri indiscussi e non l’appartenenza politica, altrimenti il danno è scontato. In questo senso anche la superficialità è un costo sociale – ha concluso – perché rischia di alimentare il sospetto nella percezione dei cittadini”.

 

 

08 Gennaio 2015

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