Stabilità. Chiamparino attacca: “Governo ci ascolti oppure i tagli li faccia da solo”. E l’intesa si allontana, anche perché non è solo il Veneto a non essere d’accordo

Stabilità. Chiamparino attacca: “Governo ci ascolti oppure i tagli li faccia da solo”. E l’intesa si allontana, anche perché non è solo il Veneto a non essere d’accordo

Stabilità. Chiamparino attacca: “Governo ci ascolti oppure i tagli li faccia da solo”. E l’intesa si allontana, anche perché non è solo il Veneto a non essere d’accordo
C'è fermento tra le Regioni sulla proposta messa a punto per trattare con il Governo sui tagli. E il presidente della Conferenza non nasconde a Quotidiano Sanità che l'intesa ormai non è più così vicina. "Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, sia le Regioni che non sono d’accordo sia il Governo"

“Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sa bene che il problema non è quello di trovare i finanziamenti per i nuovi Lea, che andranno ben verificati nella loro entità, ma fare in modo che si trovino le risorse necessarie per il loro mantenimento complessivo. La legge di stabilità, infatti, costringe le Regioni a rinunciare ai 2 miliardi di aumento del Fondo Sanitario Nazionale per il 2015”, così in una nota diffusa nella serata di venerdì il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino.
 
“Non si può far finta che non esista questo provvedimento del Governo, né si può ignorare che i bilanci regionali sono per l’80% legati alla sanità. La legge di stabilità riduce di 5 miliardi e 250 milioni le risorse regionali, per questo bisogna invece sedersi intorno a un tavolo e lavorare insieme, così come è stato fatto per i Livelli essenziali di assistenza. Occorre cercare di ridurre il danno nel miglior modo al fine di mantenere la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. Diversamente – conclude la nota – dovrà essere il Governo a definire e decidere i tagli e in quali settori”.
 
Letta questa nota abbiamo raggiunto al telefono il Presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni. "Presidente Chiamparino ma cosa sta succedendo?". "Semplicemente la partita non è ancora stata definita. Quindi, l’unica cosa che posso dire in questo momento è che c’è un’ipotesi in pista, costruita dalla commissione bilancio delle Regioni, sulla quale non tutte le Regioni sono d’accordo. E quindi per quel che mi riguarda la questione è semplice: se non ci sono le condizioni per fare l’intesa prima di tutto tra di noi e poi con  il Governo. Deciderà il Governo. Punto".
 
"Insomma presidente se fino alla scorsa settimana solo il Veneto aveva apertamente mostrato la sua contrarietà ora il fronte regionale si sta sfilacciando. Quindi cosa potrebbe accadere?".  "Che ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, sia le Regioni che non sono d’accordo sia il Governo. Lo scenario è questo. Il Governo  ha ritenuto di tenere fermi i tagli a 5,2 miliardi.  Noi abbiamo cercato di costruire una proposta, che come tutte le proposte cerca di rendere sostenibili i tagli, anche se non li facciamo di certo con “allegria”. Adesso ci sono delle Regioni che non ritengono di poterla sostenere,  qundi non posso dare un’Intesa se non c’è un’unità. A quel punto, molto semplicemente il Governo provvederà come è giusto che sia. In ultima istanza la responsabilità è loro".
 
"Oltre al Veneto quale regione ha manifestato contrarietà?" . "Al momento non posso dirle nulla. Devo approfondire. La Puglia ha espresso delle perplessità, ma sui fondi Fas  non sulla questione sanitaria. Il ministro Lorenzin continua a buttarci addosso il fatto che siamo noi  a voler tagliare  i due miliardi mentre lei li vorrebbe tenere. Non tutte le regioni sono d’accordo. A questo punto grandi alternative non saprei dove trovarle. Ripeto, ognuno si assuma le proprie responsabilità. Al momento non posso dire altro, se da qui a giovedì quando ci sarà la prossima Conferenza cambieranno le posizioni vedremo. Altrimenti amen. Ogni  Regione è sovrana. Non è obbligatorio dare l’intesa". 
 
Ester Maragò

Ester Maragò

06 Febbraio 2015

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