Atto medico. In arrivo proposta parlamentari PD: “Funzione medica accerchiata da nuove professioni. Tempi maturi per una legge che faccia chiarezza per medici e cittadini”

Atto medico. In arrivo proposta parlamentari PD: “Funzione medica accerchiata da nuove professioni. Tempi maturi per una legge che faccia chiarezza per medici e cittadini”

Atto medico. In arrivo proposta parlamentari PD: “Funzione medica accerchiata da nuove professioni. Tempi maturi per una legge che faccia chiarezza per medici e cittadini”
La sta per presentare l'onorevole Vittoria D'Incecco insieme ad altri 11 parlamentari Dem. Spettano solo al medico “la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle malattie”. E “la titolarità e la responsabilità di tutte le decisioni relative alla salute del paziente, la conseguente e necessaria unitarietà dei percorsi clinico-assistenziali che esse comportano, i correlati assetti organizzativi”. IL TESTO IN ANTEPRIMA

“L’atto medico ricomprende tutte le attività professionali di carattere scientifico, di insegnamento, di formazione, educative, organizzative, cliniche e di tecnologia medica, svolte al fine di promuovere la salute, prevenire le malattie, effettuare diagnosi e prescrivere cure terapeutiche o riabilitative nei confronti di pazienti, individui, gruppi o comunità, nel quadro delle norme etiche e deontologiche”.
 
Non è una dichiarazione d’intenti o un passaggio di una relazione a qualche convegno. E’ il testo dell’articolo 1 di una nuova proposta di legge parlamentare che la deputata PD Vittoria D’Incecco si accinge a presentare alla Camera e sulla quale ha già ricevuto diverse adesioni di altri parlamentari democratici.
 
Un proposta che aspira a dare una risposta a quanti, dal mondo medico soprattutto, stanno da tempo chiedendo una regolamentazione legislativa dell’atto medico. Una richiesta che si è fatta più pressante in questi ultimi mesi dopo le polemiche sulle nuove competenze professionali che per molti medici rappresentano un serio pericolo per la salvaguardia delle loro prerogative.
 
"È attualmente in corso non solo nel nostro paese un importante dibattito – si legge nella relazione alla proposta di legge – ma spesso artificioso e strumentale, su ciò che alcuni definiscono 'cambiamento della figura del medico', con risvolti nei profili di carente legislazione sulla responsabilità in capo al medico nell'esercizio della medicina".
 
"La funzione medica – si legge ancora – dotata dei formidabili strumenti clinico-assistenziali di prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione, frutto di 25 secoli di attività e studio dei medici stessi, è oggi però 'accerchiata' dai tanti attori del mondo della sanità e dalle tante nuove professioni sanitarie sviluppatesi nell'ultimo secolo: si vuole dimenticare la centralità del rapporto medico-paziente mediante travisamenti e talora forzature in un momento storico in cui sempre più il malato richiede un medico cui affidarsi".
 
"Si ritiene da più parti che i tempi siano maturi – sottolinea ancora la relazione – per emanare una legge che recepisca l'importante e puntuale giurisprudenza prodotta in Italia sull'atto medico. Essa è ormai indispensabile per fare chiarezza ai cittadini utenti e non del Sistema Sanitario Nazionale, a tutti gli operatori e amministratori della sanità".
.   
 
La proposta di legge Incecco, si basa su un lungo lavoro storico e giuridico portato avanti dal dottor Antonio Ciofani, Dirigente Responsabile Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi Ospedale Spirito Santo di Pescara e Consigliere Nazionale Anaao-Assomed, che ha elaborato una bozza di proposta di legge che poi, con alcune modifiche, la parlamentare del PD ha deciso di far “sua”.
 
Nel suo lavoro Ciofani si è ispirato soprattutto alle definizioni di atto medico prodotte dalla Federazione italiana delle società medico scientifiche (Fism) e dalla Unione europea dei medici specialisti (Uems).
 
Secondo il testo finale, come si legge sempre all’articolo 1, “L'atto medico è una responsabilità del medico abilitato e deve essere eseguito dal medico o sotto la sua diretta supervisione e/o prescrizione”.
 
E al medico (art. 2), spettano la competenza esclusiva su “la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle malattie, ottenibili sulla base di un'attenta valutazione clinica e di una ragionata e documentata prescrizione di esami diagnostici e procedure terapeutiche o riabilitative utili alla gestione ottimale del quadro clinico in atto e finalizzato alla possibilità di guarigione”.
 
In capo al medico, infine, (art. 3), “la titolarità e la responsabilità di tutte le decisioni relative alla salute del paziente, la conseguente e necessaria unitarietà dei percorsi clinico-assistenziali che esse comportano, i correlati assetti organizzativi”.

25 Marzo 2015

© Riproduzione riservata

Riforma delle professioni sanitarie. La maggioranza allarga il perimetro: più flessibilità su libera professione per medici e infermieri, stretta su aggressioni e nuovo status per gli specializzandi
Riforma delle professioni sanitarie. La maggioranza allarga il perimetro: più flessibilità su libera professione per medici e infermieri, stretta su aggressioni e nuovo status per gli specializzandi

La riforma delle professioni sanitarie cambia volto. Il pacchetto di emendamenti depositato dalla maggioranza in Commissione Affari Sociali alla Camera ridisegna il perimetro del disegno di legge delega, ampliandone la...

Liste d’attesa. Schillaci: “Regioni devono attuare la legge”
Liste d’attesa. Schillaci: “Regioni devono attuare la legge”

“Le liste d'attesa sono percepite dagli italiani come il problema principale del sistema sanitario, una criticità che da decenni costituisce un vero e proprio ostacolo all'accesso alle cure. Vorrei ricordare...

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità
Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Ha preso il via nei giorni scorsi l'esame della Commissione Affari Sociali della Camera sulla proposta di legge, a prima firma Stefano Benigni (FI), riguardante le "Disposizioni concernenti l'attività, lo...

Antibiotico-resistenza. Gemmato: “Una priorità globale di sanità pubblica da affrontare con strategie condivise”
Antibiotico-resistenza. Gemmato: “Una priorità globale di sanità pubblica da affrontare con strategie condivise”

“La lotta all’antimicrobico-resistenza è una sfida globale che impone una visione strategica capace di superare l’approccio emergenziale e costruire una governance stabile, fondata su prevenzione, innovazione e uso appropriato degli...