Manovra sanità. Sindacati medici: “Taglio ai primariati? Un regalo all’Ipasvi”. Per il resto “Nessun intervento su sprechi e privilegi” 

Manovra sanità. Sindacati medici: “Taglio ai primariati? Un regalo all’Ipasvi”. Per il resto “Nessun intervento su sprechi e privilegi” 

Manovra sanità. Sindacati medici: “Taglio ai primariati? Un regalo all’Ipasvi”. Per il resto “Nessun intervento su sprechi e privilegi” 
L’Alleanza per la professione medica contro le proposte dell’intesa per i tagli alla sanità e in particolare contro il ridimensionamento degli incarichi di struttura complessa per i medici in favore di analoghi incarichi a infermieri e amministrativi. E poi, “nessun intervento sugli sprechi e nessun sacrificio della politica. Ma solo tagli ai cittadini e agli operatori”.

“Le Regioni piuttosto che incidere sugli sprechi che sono sotto gli occhi di tutti, compresa la magistratura, hanno scelto di tagliare ancora una volta i servizi sanitari ai cittadini e di far ricadere sacrifici ed oneri sui medici”.  Così in una nota l’Alleanza per la professione medica (Aaroi-Emac, Andi, Cimpo-Cimop, Fesmed, Fimmg, Fimp e Sumai).
 
“Nessun sacrificio viene invece richiesto ai ricchi emolumenti dei consiglieri regionali e dei vertici delle partecipate regionali. Inoltre – scrive l’Apm –  nessun ridimensionamento è in programma per quanto riguarda gli elefantiaci apparati burocratici regionali”.
 
“Mentre gli operatori della sanità continuano a discutere sul “comma 566”, la politica, assecondando i desiderata dell’Ipasvi – sottolinea ancora la nota sindacale –  taglia i primariati medici e fa lievitare le strutture complesse delle professioni infermieristiche e amministrative, seguendo anche in questo il dettato del comma 566, ove prevede che non debbano esserci maggiori spese per la finanza pubblica”.
 
“La classe politica nazionale e regionale  – aggiunge l’Apm – dovrebbe concordare con i medici sul fatto che le competenze dei medici italiani non possono essere diverse o peggio ancora, inferiori rispetto a quelle previste per i colleghi europei sanciti dal “Medical Act” dell’UEMS. Il comma 566 non è stato dimenticato, il suo inserimento nella legge di stabilità è stato un attacco alla professione medica che deve trovare una adeguata correzione”.
 
L’Alleanza sindacale chiede “quindi con forza una risposta su ruolo funzioni e competenze del medico che il Ministro della Salute avrebbe dovuto dare nella riunione dell’11 marzo scorso, rinviata e mai più riconvocata”.

18 Aprile 2015

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