Responsabilità medica. Ancora tutto tace, e il medico paga

Responsabilità medica. Ancora tutto tace, e il medico paga

Responsabilità medica. Ancora tutto tace, e il medico paga

Gentile Direttore,
è da oltre un anno che sostengo la stessa cosa: il Paese ha la necessità improrogabile di una legge che disciplini la responsabilità professionale medica, limitando i parametri di risarcimento che, in molti casi, appaiono sproporzionati e non in linea con gli standard europei, e soprattutto, introducendo l’obbligatorietà di copertura assicurativa per tutte le strutture pubbliche e private.

Niente da fare! Ciclicamente qualche membro del Parlamento avanza nobili disegni di legge dal tenore pressoché identico (assicurazione obbligatoria, responsabilità esclusiva della struttura, riduzione dei termini prescrizionali) che restano lettera morta per l’intera legislatura. Intanto cresce il contenzioso soprattutto nei confronti del medico che, a differenza dell’ospedale, è obbligato a stipulare una polizza assicurativa.

Sennonchè, visti i premi delle primarie compagnie (che, in settori come la ginecologia, schizzano fino a 15/20 mila euro l’anno) sono sempre di più le società, dai nomi anglo sonanti e le basi d’argilla, che offrono copertura a prezzi ridotti, accaparrandosi schiere di medici inconsapevoli del fatto che, assai verosimilmente, verranno abbandonati al loro destino al momento della sentenza.

Parlo per esperienza diretta: quante volte, nell’assistere un medico, ho dovuto minacciare compagnie inadempienti e quante volte, nel tutelare gli interessi di un cittadino danneggiato, ho dovuto coinvolgere direttamente i medici, stante l’inerzia della compagnia.

Fino a quando non si ragionerà seriamente sulle vere falle di una materia complessa come la responsabilità medica, analizzando con rigore gli aspetti precauzionali – dalla prevenzione del rischio al rispetto dei protocolli sulle infezioni nosocomiali – e quelli dinamico/processuali – con maggior coinvolgimento delle strutture e, ad es., riduzione dei risarcimenti per danni catastrofali – le compagnie “serie” resteranno fuori,ed a rimetterci sarà sempre e solo il medico.

Al quale non resterà che correre a ripari sempre più drastici e passare dalla medicina difensiva (che lungi dal deflazionarlo, ha invece fatto aumentare considerevolmente il contenzioso) alla medicina astensionistica (se non c’è contatto non c’è contratto!) oppure alienare i propri beni sul serio o per finta, mediante creazioni di trust o altri strumenti interpositivi.
 
Francesco Lauri
Presidente Osservatorio Sanità

Francesco Lauri

21 Aprile 2015

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