Hiv. Test rapido dal medico di famiglia per ridurre l’infezione

Hiv. Test rapido dal medico di famiglia per ridurre l’infezione

Hiv. Test rapido dal medico di famiglia per ridurre l’infezione
Uno studio britannico, condotto tra i medici di base di un sobborgo di Londra e pubblicato su Lancet, ha mostrato l’importanza dell’inserimento del test rapido dell’HIV nei livelli di assistenza primaria. Nel gruppo che ha effettuato i test, le diagnosi precoci sono state più del doppio rispetto al gruppo di controllo.

(Reuters Health) –  Il test rapido per l’HIV (HIV antibody test) nelle cure primarie conduce a un incremento e a una rilevazione più precoce delle persone infette. È quanto emerge da uno studio britannico pubblicato da Lancet HIV.

Tra il 2010 e il 2012, i ricercatori della Queen Mary University of London, guidati da Werner Leber, hanno condotto un trial controllato e randomizzato a gruppi per verificare se la somministrazione del test rapido nella pratica delle cure primarie possa generare un aumento di diagnosi precoci. A questo studio hanno preso parte quaranta medici di base del borgo londinese di Hackney.

Venti medici sono stati assegnati al gruppo di intervento, che aveva il compito d fare training allo staff di collaboratori e di effettuare test HIV di routine al momento di presa in carico di nuovi pazienti (n=44,971).Il gruppo degli altri venti medici , invece,non ha inserito il test rapido dell’HIV tra le cure primarie (n=38,464). Complessivamente, nel periodo dello studio, sono state effettuate 46 nuove diagnosi , di cui 32 nel gruppo di intervento precoce e 14 nel gruppo delle cure normali. Tutti i pazienti HIV positivi sono stati poi avviati alle cure specialistiche.

“Il test rapido dell’HIV è una delle numerose armi che abbiamo a disposizione per prevenire l’infezione – hanno commentato Amanda Castle e Irene Kuo, della George Washington University di Washington (USA) – pertanto gli interventi che possono essere effettuati a tutti i livelli della terapia dell’HIV dovrebbero essere sviluppati nella prospettiva di un obiettivo terapeutico coordinato e di effetto a lungo termine, allo scopo di ridurre la trasmissione globale dell’HIV”.

Reuters Staff
(Versione italiana Popular Science/Quotidiano Sanità) 

26 Maggio 2015

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