Lazio. Le farmacie capitoline a presidio della sicurezza. Al via progetto ‘Roma si-cura’

Lazio. Le farmacie capitoline a presidio della sicurezza. Al via progetto ‘Roma si-cura’

Lazio. Le farmacie capitoline a presidio della sicurezza. Al via progetto ‘Roma si-cura’
I farmacisti potranno dotarsi, a proprie spese, di un sistema di videosorveglianza fornito di almeno due telecamere puntate sulla strada e connesse in tempo reale con le sale operative delle forze dell’ordine. L'iniziativa è frutto della collaborazione di Federfarma e dell'azienda Securshop con Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri. 

Le farmacie romane diventano sentinelle a controllo di sicurezza e legalità sul territorio. Parte oggi il progetto ‘Roma si-cura’, presentato nella capitale e frutto della collaborazione di Federfarma e dell’azienda specializzata Securshop con Questura e Comando Provinciale dei Carabinieri, seguendo le direttive provenienti dal Ministero dell’Interno e dal Garante per la Privacy. Il protocollo consente ai titolari di dotarsi, a proprie spese, di un sistema di videosorveglianza fornito di almeno due telecamere puntate sulla strada e connesse in tempo reale con le sale operative delle forze dell’ordine. “Le riprese garantiranno la messa a fuoco di un angolo molto più ampio rispetto a quanto avvenuto sino a oggi, quando la visuale era puntata soltanto dall’alto verso il basso”, ha spiegato Vittorio Contarina, presidente dei farmacisti capitolini.

Carabinieri e Polizia potranno quindi intervenire immediatamente per fronteggiare gli eventi criminosi. “Le farmacie sono dislocate in maniera omogenea e oculata sul territorio – ha proseguito Contarina – Questa caratteristica consentirà un enorme avanzamento in termini di monitoraggio e sicurezza, fornendo un contributo enorme alle indagini. L’utilizzo delle immagini registrate avrebbe garantito, per esempio, la possibilità di visionare quanto accaduto effettivamente nei recenti e tragici avvenimenti di via Battistini in cui ha perso la vita una donna filippina: proprio lì davanti è situata una farmacia”. In prospettiva “auspico che l’iniziativa si estenda progressivamente a tutto il Lazio e poi a tutto il Paese. Le farmacie rappresentano infatti uno dei bersagli principali di rapine e furti anche perché spesso vi lavorano donne in ambienti ristretti, tutte condizioni che agevolano le azioni dei delinquenti. Io per primo sono stato rapinato 28 volte in 4 anni”.

Grazie al progetto le forze dell’ordine saranno in grado di modulare gli interventi e di distinguere le tipologie di richieste di soccorso. “Si tratta di un investimento per tutta la collettività e di un contributo enorme alla cittadinanza – ha sottolineato Salvatore Luongo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma – Il valore aggiunto sarà prodotto soprattutto da un’accresciuta percezione di sicurezza tra le persone, poiché migliorerà il controllo anche nelle ore notturne”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Questore di Roma, Nicolò D’Angelo, che ha osservato come “siano in corso virtuosi processi di sicurezza partecipata, grazie alla tecnologia che si spinge fin dove l’uomo non può sempre arrivare. Polizia e Carabinieri saranno sempre più presenti e potranno agire nell’immediatezza, coordinandosi con i farmacisti che hanno appena ricevuto un vademecum per utilizzare al meglio la nuova procedura”.

Prima che il progetto prendesse il via avevano già aderito circa 150 farmacie, su un totale di 1044 tra Roma e provincia. “Le telecamere si affermano come uno strumento info-investigativo sempre più efficace, costituendo un autentico ‘occhio discreto’ – ha concluso Alessandro Marchese, direttore nazionale di Securshop – Il risultato sarà una rete capillare che faciliterà il lavoro delle forze dell’ordine e innalzerà il livello qualitativo della vita dei romani, senza configurare alcun rischio in stile Grande Fratello”.

Gennaro Barbieri

Gennaro Barbieri

01 Luglio 2015

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