Nucleare: sì al decreto per costruire nuovi centrali, ma solo nelle Regioni favorevoli
Il sottosegretario si è così soffermato su un aspetto, quello delle Regioni, che era stato già al centro di un acceso dibattito e anche di una serie di ricorsi presentati da alcune Regioni e accolti dalla Corte Costituzionale nei confronti della prima versione dello schema di decreto, che non prevedeva il coinvolgimento delle Regioni dove si dovrebbero costruire i siti. Quella votata dalle commissioni è infatti la seconda versione del decreto, che recepisce la pronuncia della Consulta che, pur considerando la materia “di preminente interesse statale” e per questo soggetta “ad autorizzazione unica” rilasciata con decreto dei ministeri competenti (su richiesta dell’ operatore e previa intesa con la Conferenza Unificata), sottolinea che questo deve avvenire solo dopo l’acquisizione del parere "obbligatorio e non vincolante" della Regione interessata. Con le sue parole, Saglia ha quindi aggiunto un elemento ulteriore, assicurando che “non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte”.
“Ne prendo atto” e “sottolineo che non mi risulta ci sia alcuna Regione italiana disposta a ospitare una centrale nucleare sul proprio territorio”, è stato il commento del presidente dell'Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Vasco Errani rispetto alle parole del sottosegretario Saglia. “La Regione Emilia Romagna sul nucleare ha preso, già da tempo, una posizione netta e chiara. Siamo contrari a questo nucleare pericoloso e anti economico”, ha inoltre evidenziato Errani rispondendo alla lettera inviata da Legambiente ai presidenti di Regioni che chiedeva di “prendere atto della oggettiva irragionevolezza di qualsiasi prospettiva di localizzazione di centrali nel nostro territorio".
Altra questione sollevata da Saglia è stata “la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell'Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei”.
Articoli correlati:
16 Marzo 2011
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

L’Infermiere, una professione usurante che richiede un nuovo sistema di welfare

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Tumore del pancreas. Aiom: “Daraxonrasib non ancora disponibile in Italia. Avviare subito l’uso compassionevole”

Lombardia. Medici di famiglia in sciopero per due giorni, ma la Fimmg non aderisce

Rivoluzione nella Sanità Pubblica: il TAR abbatte le esclusive e conferma l’unitaria Dirigenza Sanitaria

La Lombardia anticipa al 1° settembre la campagna gratuita di immunizzazione anti-VRS per tutti i neonati

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Acque trattate in bar e ristoranti. Nas: irregolarità nel 54% dei controlli. Sanzioni per 175mila euro

Psoriasi a placche. Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originator

Ostetricia. Il Policlinico Abano introduce OdonAssist, nuovo strumento per rendere il parto sempre più fisiologico, sicuro e delicato. È il primo in Veneto