Lazio. Agostini (Pd): “Bene fusione Asl RmB e RmC. Ma revisione assetto coinvolga anche la D”

Lazio. Agostini (Pd): “Bene fusione Asl RmB e RmC. Ma revisione assetto coinvolga anche la D”

Lazio. Agostini (Pd): “Bene fusione Asl RmB e RmC. Ma revisione assetto coinvolga anche la D”
Il consigliere e membro della Commissione Sanità invita a “un supplemento di riflessione per non perdere tempo e sprecare una grande occasione”. E suggerisce: “Si fissi la data della riforma complessiva, per esempio al 31 dicembre 2016, e si impegni questo tempo, il giusto tempo, per varare una riordino storico del sistema sanitario regionale”. 

“Si avvia una settimana decisiva per la Asl più grande d’Italia, quella che nascerebbe dalla fusione delle Aziende sanitarie B e C. Una mega Azienda da oltre 2 miliardi di fatturato, e un milione e 300 mila cittadini, tutti quelli che abitano nel quadrante che va dalla Tiburtina alla Cristoforo Colombo”. Riccardo Agostini, consigliere regionale del Pd e membro della Commissione Sanità, sostiene il percorso avviato dall’amministrazione regionale.

Ma non lesina osservazioni di merito e di metodo. “Una scelta di grande rilevanza – sottolinea – per la quale il buon senso suggerisce però un supplemento di riflessione, per non perdere tempo e sprecare una grande occasione. D’altra parte immaginare che la fusione della B con la C si compia in pochi mesi, meno di quelli che sono stati necessari per l’accorpamento dell’ospedale S. Filippo Neri nella Roma E, o della stessa Asl con la Roma A, può sembrare velleitario. C’è il rischio che il processo produca quegli strappi che il Presidente Zingaretti ha chiesto, saggiamente, di evitare”.

Per Agostini rivedere l’assetto del sistema sanitario regionale nato nel ’94 “è obiettivo qualificante e dunque occorre coinvolgere per quanto riguarda la Capitale anche la Roma D, l’unica rimasta fuori dalle ipotesi di riordino finora ventilate, e senza alcuna comprensibile ragione, e soprattutto le tre della provincia romana”.

Il consigliere del Partito democratico è convinto che una riforma di questa portata “vada impostata sui binari della concertazione e del coinvolgimento delle istituzioni locali, dei professionisti, dei lavoratori. Si può fare senza perdere tempo. In campo ci sono varie ipotesi di lavoro che credo meritino di essere valutate poiché tutte si pongono l’obiettivo di produrre un sistema più snello ed equilibrato. Si fissi la data della riforma complessiva (al 31 dicembre 2016?) e – conclude – si impegni questo tempo, il giusto tempo, per varare una riordino storico del sistema sanitario regionale. C’è molto da fare ma anche tempo per farlo”.
 

27 Luglio 2015

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