Veneto. A Padova il primo trapianto al mondo di “mini cuore” artificiale

Veneto. A Padova il primo trapianto al mondo di “mini cuore” artificiale

Veneto. A Padova il primo trapianto al mondo di “mini cuore” artificiale
Il trapianto è stato eseguito su un giovane già trapiantato dall’equipe del professor Gino Gerosa, direttore della Cardiochirurgia dell’Aou di Padova. Il cuore artificiale di taglia “mini” è stato pensato e progettato in particolare per giovani e donne. Zaia: “Un nuovo ulteriore successo della cardiochirurgia veneta”

Ricaricabile dal paziente e disegnato su misura per adattarsi a giovani e donne.
Sono queste le caratteristiche del mini-cuore bionico, dispositivo made in Usa in grado di sostituire le funzioni dell’organo naturale, impiantato per la prima volta in Italia e per la prima volta al mondo in un giovane già trapiantato.  A “firmare” l’intervento, Gino Gerosa, direttore di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova, e i colleghi Cosimo Guglielmi e Vincenzo Tarzia.
“Un nuovo ulteriore successo della cardiochirurgia veneta” ha commentato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia complimentandosi con i medici e gli operatori del Centro dell’Azienda ospedaliera di Padova intitolato a Vincenzo Gallucci, e ora diretto da Gino Gerosa.
 
L’intervento durato 11 ore è stato effettuato su un giovane 26enne che aveva già subito un primo trapianto 12 anni fa, ma che a causa delle terapie anti-rigetto si era ammalato di un grave linfoma.
 
“A trent’anni dal primo storico trapianto di cuore in Italia, effettuato proprio a Padova nel 1985 dall’indimenticato professor Vincenzo Gallucci – ha dichiarato Zaia – la cardiochirurgia veneta conquista un altro primato, sperimentando con successo per la prima volta nel mondo il trapianto di un mini-cuore artificiale su un giovane già trapiantato. E’ una storia di continui e costanti progressi e successi che inorgoglisce la scuola medica patavina, ma anche l’intera sanità veneta che, con i suoi uomini e i suoi mezzi, riesce ad offrire tecnologie e cure di eccellenza non solo ai propri concittadini ma anche a pazienti di altre regioni”.
 
“Al team dei professionisti che ha reso possibile questa nuova ‘impresa’ va tutta la nostra ammirazione e riconoscenza – aggiunge Zaia – e un pensiero speciale di augurio e di sostegno va anche al giovane ventiseienne, per il quale auspico il pieno recupero, e ai suoi familiari, coraggiosi protagonisti di una nuova difficile sfida negli entusiasmanti progressi della cardiochirurgia che sicuramente potrà contribuire ad alimentare nuove speranze di vita”.
 
 

20 Agosto 2015

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