Veneto. Azienda Zero. Proseguono le audizioni. Boron: “Ascoltiamo tutte le voci per dar vita ad un’ottima legge”

Veneto. Azienda Zero. Proseguono le audizioni. Boron: “Ascoltiamo tutte le voci per dar vita ad un’ottima legge”

Veneto. Azienda Zero. Proseguono le audizioni. Boron: “Ascoltiamo tutte le voci per dar vita ad un’ottima legge”
Anche durante questa tornata di audizioni sono stati segnalati alcuni punti critici, che si focalizzano soprattutto sul tema del dimensionamento territoriale delle nuove Aziende Ulss, sulla prerogative di programmazione e sulla “sparizione” della figura del direttore del sociale.

Si è tenuta oggi in Quinta Commissione-Sanità del Consiglio Regionale la nuova tornata di audizioni dei presidenti delle Conferenze dei Sindaci delle Ulss sul progetto di Legge 23, la proposta che istituisce la cosiddetta Azienda Zero e stabilisce nuove dimensioni territoriali per le Aziende Ulss. Anche durante questa tornata di audizioni, durante la quale tutte le conferenze hanno presentato e depositato un documento di commento e di proposte al Pdl23, sono stati segnalati alcuni punti critici, che si focalizzano soprattutto sul tema del dimensionamento territoriale delle nuove Aziende Ulss (i confini provinciali non sembrano essere condivisi), sulla prerogative di programmazione (che si richiede rimangano in capo agli organi di rappresentanza e di governo), sulla “sparizione” della figura del direttore del sociale.
 
Durante la seduta, all’interno della quale i consiglieri del Pd hanno presentato una lettera di richiesta di documentazione per meglio proseguire nella valutazione degli impatti sul territorio e sui servizi del Pdl 23, Silvano Checchin, sindaco di Spinea (Ulss 13, Miranese) ha proposto un’osservazione di assoluta novità rispetto alle altre voci: il primo cittadino di Spinea ha domandato – nello scenario delle nuove Ulss che dovrebbero accorpare le pre-esistenti aziende – come si debbano intendere e configurare le integrazioni dei bilanci, visto che inevitabilmente si fonderanno Ulss con bilanci molto positivi, e Unità locali con passivi di un certo rilievo.
 
“Il Progetto di Legge che istituisce l’Azienda Zero è un documento moderno, che toglie la burocrazia dagli ospedali per erogare servizi di qualità ai Veneti. I veri problemi per la sanità veneta derivano dai continui tagli che Roma impone alla nostra Regione”. Ha dichiarato Riccardo Barbisan, consigliere regionale della Lega Nord e componente della Commissione Sanità a Palazzo Ferro Fini.

“Il Progetto di Legge sull’Azienza Zero attualmente è all’esame della Quinta Commissione consiliare – afferma Barbisan – è un documento innovativo e lungimirante, che coglie le sfide del futuro e consolida il servizio sanitario Veneto, già al top a livello nazionale. La nuova riorganizzazione – precisa l’esponente leghista – non andrà minimamente ad influire sui servizi erogati ai cittadini, anzi, i risparmi che ne deriveranno, stimati in circa 40 milioni di euro e frutto non di tagli alle articolazioni territoriali della Ulss, ma della centralizzazione della spesa e dall’unificazione degli uffici stampa, potranno essere reinvestiti per offrire prestazioni di qualità ai pazienti”.
 
“La programmazione sanitaria rimarrà in campo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto d’altronde dallo Statuto della Regione Veneto. I sindaci continueranno ad avere un ruolo centrale nel rapporto tra Ulss provinciali, territorio e cittadini e non mancheranno figure di riferimento per le competenze del sociale”.

“Il vero problema per il Veneto non è il documento in discussione in Consiglio – conclude il consigliere leghista –, ma i continui tagli che il Governo Renzi impone alla nostra Regione. Solo nei giorni scorsi un nuovo taglio di 230 milioni di euro, per una regione come il Veneto, che è riferimento nazionale sui costi standard e che è in cima alle classifiche per virtuosità”.

Fabrizio Boron, presidente della Commissione, ha concluso la seduta ricordando ai commissari che la nuova convocazione è già fissata per martedì mattina, 22 settembre: “procedendo con questo passo, sicuramente spedito, vogliamo mandare un messaggio alle forze politiche, come agli operatori e agli enti locali: è nostra intenzione audire con la massima attenzione tutte le voci utili e necessarie, affinchè la legge abbia i necessari contributi e sia modificata nel migliore dei modi. Ma tutto questo deve accadere con dei limiti temporali: la commissione deve terminare il suo lavoro entro la fine di novembre, perché la sanità del Veneto ha la necessità di affrontare l’anno entrante forte di un suo nuovo progetto prospettico. Un progetto, lo ricordo, che porterà il risparmio annuale di circa 70milioni di euro: soldi che saranno immediatamente reinvestiti in cure e servizi ai cittadini”.

18 Settembre 2015

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