Presidi diabetici. Le farmacie piemontesi non interverranno sui profili diagnostici e terapeutici, né sui principi dell’autocontrollo

Presidi diabetici. Le farmacie piemontesi non interverranno sui profili diagnostici e terapeutici, né sui principi dell’autocontrollo

Presidi diabetici. Le farmacie piemontesi non interverranno sui profili diagnostici e terapeutici, né sui principi dell’autocontrollo

Gentile direttore,
alcuni passaggi dell’intervento del Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi pubblicato nei giorni scorsi da Quotidiano Sanità necessitano di precisazioni sul ruolo delle farmacie nell’ambito delle misure varate dalla Regione Piemonte in materia di distribuzione dei presidi per l’automonitoraggio della glicemia, anche al fine di stoppare sul nascere inutili polemiche e dannosi allarmismi.

Innanzitutto è bene chiarire che le farmacie si sono inserite in un percorso che ha visto la Regione Piemonte impegnata ad effettuare attente valutazioni sull’opportunità di avvalersi delle procedure Consip per l’approvvigionamento di alcuni strumenti per l’automonitoraggio della glicemia, nella fattispecie delle strisce reattive e delle lancette pungidito: l’inserimento delle farmacie in questo percorso si è concretizzato in particolare nell’offrire la disponibilità ad effettuare la distribuzione per conto (DPC) di tali presidi agli assistiti, con evidenti vantaggi sotto il profilo dell’accessibilità da parte dell’utente, della continuità terapeutica e dello stesso monitoraggio delle forniture.

In nessun modo, invece, le farmacie interverranno sui profili diagnostici e terapeutici, né sui principi dell’autocontrollo, che resteranno di stretta competenza e responsabilità del team diabetologico che redige il piano terapeutico e determina la frequenza delle misurazioni della glicemia e, in ultima analisi, i fabbisogni di strisce e lancette pungidito per ciascun soggetto diabetico. Su tali basi è davvero difficile comprendere come la sola modifica delle procedure di approvvigionamento – che per di più prevedono l’acquisizione di prodotti ad alta tecnologia e clausole di salvaguardia delle eventuali specifiche esigenze rappresentate dal team diabetologico che ha in cura il singolo assistito – possa far emergere le gravi conseguenze negative sulla salute e sui costi del servizio sanitario paventate nell’articolo.

Nessuno ha inoltre pensato di “delegare alla farmacia la responsabilità della formazione delle persone con diabete al corretto e appropriato avvalersi degli strumenti e dei sistemi per l’autocontrollo o, peggio, dei principi stessi dell’autocontrollo”: la farmacia piemontese si è limitata – in questo contesto – a rendersi disponibile a svolgere un’attività di consulenza ed istruzione all’utente sulle modalità tecniche di funzionamento ed utilizzo dello specifico glucometro abbinato alle strisce della gara Consip, attività che ritiene di poter svolgere con particolare efficacia grazie all’elevato grado di professionalità posseduta e la specifica formazione svolta sulla patologia diabetica in collaborazione con gli stessi specialisti, oltre che in ragione all’elevata fiducia riconosciutale dall’utenza.
 
Massimo Mana
Presidente Federfarma Piemonte

30 Settembre 2015

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